Quando il seno pesa più di quanto si veda
Chi ha un seno molto grande di solito non parla prima della forma. Parla della schiena che fa male a fine giornata, delle spalle sempre contratte, dei solchi rossi che le spalline lasciano sulla pelle e che d’estate non spariscono più. Parla della pelle sotto il seno che si irrita col caldo e col sudore, della corsa che ha smesso di fare, delle camicie che tirano sul petto mentre sui fianchi stanno larghe.
Poi c’è la parte che si dice meno volentieri: gli sguardi, l’abitudine di stare un po’ curve per far sembrare il seno più piccolo, la caccia a un reggiseno che regga davvero.
La mastoplastica riduttiva serve a questo. Toglie una parte del volume, alleggerisce il peso che grava su schiena e spalle e riporta il seno in una posizione più alta e proporzionata al resto del corpo. Alla Nika Clinic di Milano la visita, la preparazione e i controlli si fanno in ambulatorio con il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico. L’intervento si esegue in sale operatorie di strutture sanitarie autorizzate, con l’équipe completa: anestesista, eventuale secondo chirurgo e aiuti chirurgici.
Cos’è la mastoplastica riduttiva
È un intervento di chirurgia plastica che asporta una parte della ghiandola mammaria, del grasso e della pelle in eccesso, e rimodella il seno che resta. Nello stesso tempo l’areola e il capezzolo vengono spostati più in alto, nella posizione che corrisponde al nuovo volume, e se serve l’areola viene rimpicciolita. Un seno grande tende anche a scendere, e ridurlo senza risollevarlo darebbe un seno più piccolo ma ancora basso.
Due interventi vengono spesso confusi con questo.
- La mastopessi solleva il seno e lo rimodella senza togliere volume, o togliendone pochissimo. È indicata quando il problema è il seno sceso, per esempio dopo una gravidanza o un dimagrimento, e non il peso. La riduttiva contiene in sé un sollevamento, ma il suo scopo è ridurre.
- Negli uomini la riduzione del seno ha un nome diverso, ginecomastia, e una tecnica diversa: si lavora sulla ghiandola e sul grasso del petto maschile, con cicatrici molto più piccole.
A chi è indicata, e quando è meglio aspettare
È indicata quando il seno è sproporzionato rispetto alla corporatura e ne senti il peso, fisico o psicologico. I motivi più frequenti:
- dolore cronico a collo, spalle e parte alta della schiena
- solchi profondi lasciati dalle spalline del reggiseno
- irritazioni, arrossamenti e infezioni ricorrenti della pelle nel solco sotto il seno
- difficoltà a fare sport e a trovare vestiti della propria taglia
- un seno molto più grande dell’altro, cioè un’asimmetria marcata
Nell’asimmetria la riduzione può riguardare un solo seno, o i due in misura diversa, per riportarli a volumi simili. Ne parliamo nella guida sul seno asimmetrico.
In altri casi conviene aspettare, o ragionarci di più:
- seno ancora in sviluppo: nelle ragazze molto giovani si valuta caso per caso
- peso in forte calo: meglio operare quando si è stabilizzato, perché il seno cambia insieme al corpo
- gravidanza in programma a breve, che può modificare anche un seno già operato
- fumo, che rallenta la guarigione e va sospeso prima e dopo l’intervento, il più a lungo possibile: i tempi te li indica il chirurgo
- malattie non controllate come diabete, ipertensione o disturbi della coagulazione
Come si svolge
La visita e gli esami
Tutto comincia con una visita alla Nika Clinic. Il Dott. Hassibi ascolta cosa ti disturba, raccoglie la storia clinica, esamina il seno e ne misura volume, forma, qualità della pelle e distanza del capezzolo dal solco. Ti spiega quale tecnica è adatta al tuo caso, che forma avranno le cicatrici e quanto volume è ragionevole togliere per un risultato proporzionato alla tua figura.
Prima dell’intervento servono gli esami del sangue e una valutazione del seno con ecografia o mammografia, a seconda dell’età. Ti viene chiesto di smettere di fumare e di sospendere, sempre d’accordo col tuo medico, i farmaci che aumentano il sanguinamento, come antiaggreganti e antinfiammatori.
L’intervento in sala operatoria
L’intervento dura in genere fra le due e le tre ore, di più quando il volume da ridurre è grande. Si esegue di solito in anestesia generale; in casi selezionati si può valutare un’anestesia locale con sedazione. La scelta si fa insieme all’anestesista.
Il chirurgo disegna le incisioni sulla pelle con la paziente in piedi, prima di entrare in sala: è in quel momento che si decidono la nuova posizione del capezzolo e la forma finale. Poi asporta il tessuto in eccesso dalle parti inferiori e laterali del seno, sposta verso l’alto il complesso areola-capezzolo, che resta collegato ai suoi vasi e ai suoi nervi, e ricostruisce la forma. Il tessuto tolto viene di norma inviato all’esame istologico. Quando il seno è molto pieno anche ai lati, verso l’ascella, si può associare nello stesso tempo una liposuzione delle zone laterali per rifinire il profilo. Dopo l’intervento si resta di solito una notte in struttura.
Le tecniche e le cicatrici che lasciano
La forma delle cicatrici dipende da quanto seno va tolto.
Nelle riduzioni moderate si usa una cicatrice attorno all’areola più una linea verticale che scende fino al solco sotto il seno, la cosiddetta forma a racchetta. Nelle riduzioni ampie, quando c’è molta pelle da togliere, si aggiunge una cicatrice orizzontale nascosta nel solco: è la T invertita.
Quale sia adatta al tuo caso lo decide il medico in visita. Nel primo periodo le cicatrici sono rosse e un po’ rilevate. Nell’arco di un anno schiariscono e si appiattiscono, e restano quasi tutte coperte dal reggiseno e dal costume.
Il recupero, settimana per settimana
I primi giorni. Al risveglio il seno è fasciato e porti un reggiseno contenitivo. A volte si lasciano piccoli drenaggi, che si tolgono dopo uno o due giorni. Il dolore è in genere moderato e si gestisce con gli antidolorifici prescritti. È normale sentire tensione, gonfiore e qualche livido.
Prima e seconda settimana. Si torna a casa con le indicazioni per le medicazioni, che si fanno in clinica. Riposo relativo: puoi camminare e fare le piccole cose di casa, ma niente pesi e niente braccia alzate a lungo. Dormi a pancia in su. Con un lavoro sedentario si rientra di solito dopo circa una settimana, se ti senti in forze. I punti si rimuovono intorno alle due settimane.
Dalla terza alla sesta settimana. Il gonfiore cala e le giornate tornano quasi normali. Il reggiseno contenitivo resta, giorno e notte. Riprendi a guidare quando riesci a muovere le braccia senza dolore.
Dopo due mesi. Puoi tornare gradualmente allo sport, compresi corsa e palestra per la parte alta del corpo, con un reggiseno sportivo che contenga bene.
Da sei mesi a un anno. Il seno si assesta e prende la forma definitiva, le cicatrici continuano a schiarire. Il Dott. Hassibi ti rivede ai controlli programmati fino alla fine di questa fase.
Risultati e rischi, detti come sono
Cosa cambia e quanto dura
Il risultato si vede subito nel volume e nella posizione del seno, anche se per qualche mese è ancora gonfio. L’obiettivo è un seno proporzionato alla corporatura, più alto e più leggero. Molte pazienti riferiscono meno dolore a schiena e spalle, e le irritazioni sotto il seno spesso migliorano, ma quanto cambia varia da persona a persona.
Il tessuto asportato non si rigenera, ma il seno che resta segue il corpo: con un aumento di peso, una gravidanza o la menopausa può crescere o scendere di nuovo. Tenere il peso stabile è ciò che conta di più per conservare il risultato.
Qui sotto alcuni casi operati dal Dott. Hassibi, pubblicati con il consenso delle persone operate. Le foto partono sfocate: le vedi solo se scegli di aprirle. Ogni risultato dipende dal punto di partenza e varia da persona a persona.
Le immagini mostrano risultati reali e potrebbero essere sensibili.
Caso 1
Caso 2
Caso 3: tecnica con peduncolo superomediale
Le complicanze possibili
Come ogni intervento chirurgico, anche questo ha dei rischi. I più comuni riguardano la guarigione: un ematoma o un sieroma (raccolte di sangue o di liquido sotto la pelle, a volte da drenare), un’infezione della ferita, un ritardo di chiusura nel punto in cui le cicatrici si incontrano sotto il seno, più frequente in chi fuma. Le cicatrici possono ispessirsi o allargarsi, in buona parte secondo come guarisce la tua pelle. La sensibilità del capezzolo può cambiare, più spesso in modo temporaneo, e fra i due lati possono restare piccole asimmetrie. Più raramente i tessuti dell’areola e del capezzolo possono andare in sofferenza.
Poi c’è l’allattamento. Dopo una riduzione alcune donne allattano, altre in parte, altre no: dipende dalla quantità di ghiandola tolta e dalla tecnica. Se vuoi avere figli, dillo in visita. Abbiamo dedicato un articolo a mastoplastica riduttiva e allattamento.
Perché affidarsi al Dott. Hassibi
Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. È Dirigente Medico di I livello nelle Unità Operative di Chirurgia Plastica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e del Centro Diagnostico Italiano. Opera anche come libero professionista in strutture selezionate.
Alla Nika Clinic la stessa persona ti segue dall’inizio alla fine. Ti visita il medico che poi disegna le incisioni e ti opera, e sempre lui ti rivede alle medicazioni e ai controlli. Se un dubbio ti viene alla terza settimana, ne parli con chi conosce il tuo intervento.
Nelle visite il Dott. Hassibi ti dice anche quello che non vorresti sentire: se è meglio aspettare, se il volume che chiedi di togliere non è ragionevole, se in realtà ti basterebbe una mastopessi. Nelle recensioni i pazienti citano soprattutto la sua competenza e il tempo che dedica ad ascoltarli.
Quanto costa la mastoplastica riduttiva
Il costo dipende da quanto è marcato il problema: il volume da togliere, la tecnica, la durata dell’intervento. Per questo il preventivo scritto si definisce dopo la visita, con te davanti.
Secondo il caso, comprende la sala operatoria, l’anestesista, l’eventuale degenza e il post-operatorio, cioè medicazioni e controlli.
Il primo consulto è gratuito: lo prenoti compilando il form, su WhatsApp o per telefono.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
Il tessuto ghiandolare che viene asportato non si riforma. Il seno che resta però cambia insieme al corpo: con un aumento di peso, una gravidanza o in menopausa può aumentare di volume o scendere. Per questo si consiglia di operarsi quando il peso è stabile e di mantenerlo tale.
Una cicatrice intorno all’areola e una verticale fino al solco sotto il seno. Nelle riduzioni più ampie se ne aggiunge una orizzontale nel solco, e la cicatrice prende la forma di una T rovesciata. All’inizio sono rosse e un po’ in rilievo; nel giro di un anno schiariscono e si appiattiscono, e restano in gran parte coperte dal reggiseno.
Nei primi giorni il seno è gonfio e teso; il dolore, di solito moderato, si controlla con gli antidolorifici. Si porta un reggiseno contenitivo per alcune settimane, le medicazioni si fanno in clinica e per un po’ si evitano pesi e braccia alzate.
Con un lavoro sedentario si rientra di solito dopo circa una settimana; un lavoro fisico richiede più tempo. Lo sport si riprende gradualmente dopo circa due mesi. La forma definitiva del seno si vede fra i sei mesi e l’anno.
Dipende da quanta ghiandola viene tolta e dalla tecnica: alcune donne allattano, altre in parte, altre no. Se desideri una gravidanza, dillo in visita, perché orienta le scelte del chirurgo.
Quando il seno molto voluminoso provoca disturbi fisici documentati, la riduzione può avere un’indicazione funzionale oltre che estetica, e in quel caso il percorso può essere diverso, anche nel pubblico. Criteri, attese e modalità dipendono dalla struttura e dal singolo caso. In visita il Dott. Hassibi ti dice se ci sono gli elementi per un’indicazione funzionale; non possiamo prometterti rimborsi o coperture.
Non c’è un numero fisso: dipende dal volume di partenza, dalla corporatura e da cosa ti disturba. L’obiettivo è un seno proporzionato alla tua figura, non una taglia scelta a tavolino.
Può cambiare. Nei primi mesi il capezzolo può essere meno sensibile o, al contrario, ipersensibile, e nella maggior parte dei casi la sensibilità torna in parte o del tutto col tempo. In alcune donne resta ridotta: è uno dei rischi di cui parlare prima dell’intervento.
Non c’è un’età fissa. Conta che il seno abbia finito di svilupparsi e che il peso sia stabile. Nelle ragazze molto giovani si valuta caso per caso, con prudenza; anche dopo i cinquant’anni si può operare, con gli esami del seno aggiornati.
Dipende da quanto è marcato il problema: per questo il preventivo si definisce dopo la visita, con te davanti, e comprende secondo il caso sala operatoria, anestesista, eventuale degenza, medicazioni e controlli. Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito.
Vuoi fissare una consulenza?
Se il seno ti pesa, sulla schiena o nella vita di tutti i giorni, il primo passo è una visita, e il primo consulto è gratuito. Il Dott. Hassibi valuta il tuo caso, ti spiega tecnica, cicatrici e recupero, e ti consegna un preventivo scritto. Se l’intervento non è la scelta giusta per te, te lo dice.
La Nika Clinic è in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, alla fermata M4 Tolstoi.
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