Il petto che nascondi sotto la maglietta larga
Il gesto lo conosci: tirare la maglietta davanti al petto quando ti alzi, scegliere il colore scuro e il taglio largo. In spiaggia resti con la t-shirt, in palestra eviti lo specchio dello spogliatoio, le polo aderenti sono sparite dall’armadio da anni.
Si chiama ginecomastia: un aumento di volume del petto maschile che lo fa somigliare, poco o tanto, a un piccolo seno. È più frequente di quanto si pensi, solo che se ne parla poco. Sotto lo stesso aspetto possono esserci tessuti diversi, e da questo dipende tutto il resto.
Alla Nika Clinic di Milano la valutazione la fa il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico. Prima si capisce cosa c’è sotto la pelle, poi si decide se e come intervenire.
Ginecomastia vera, pseudoginecomastia e forma mista
Sotto la stessa parola ci sono tre situazioni, che da fuori si confondono.
Ginecomastia vera, o ghiandolare
Anche l’uomo ha una piccola ghiandola mammaria dietro l’areola. Nella ginecomastia vera questa ghiandola cresce: al tatto si sente un disco più compatto, centrato sotto il capezzolo. Può essere su un lato solo o su entrambi, e mentre si sviluppa può essere sensibile o dolente.
Pseudoginecomastia, o adiposa
Qui la ghiandola è normale e il volume è grasso. Il petto è morbido in modo uniforme, senza un nucleo più duro. Capita anche a uomini magri che accumulano grasso proprio lì.
Forma mista
Negli adulti è la più comune: un po’ di ghiandola al centro, un po’ di grasso intorno.
La distinzione ha conseguenze pratiche. Il grasso si aspira con una cannula sottile, la ghiandola no, perché è un tessuto fibroso e compatto che la cannula non riesce a rimuovere. Se una ginecomastia ghiandolare viene trattata come grasso, il petto si appiattisce ai lati e il rilievo sotto il capezzolo resta dov’era.
Da dove viene la ginecomastia
Alla base della forma vera c’è quasi sempre uno squilibrio fra ormoni maschili e femminili, che l’uomo produce anche lui in piccola quantità. Le cause più frequenti:
- la pubertà: durante lo sviluppo la ghiandola si ingrossa spesso per qualche mese, e in molti ragazzi regredisce da sola entro uno o due anni;
- alcuni farmaci, fra cui quelli per la prostata, alcuni diuretici e alcuni farmaci per lo stomaco o psichiatrici (una terapia non si sospende mai da soli: se ne parla con chi l’ha prescritta);
- steroidi anabolizzanti e integratori ormonali, anche usati anni prima;
- l’età e il peso: dopo i cinquanta il testosterone tende a calare, e il tessuto adiposo trasforma una parte degli ormoni maschili in estrogeni;
- condizioni mediche di tiroide, fegato, reni o testicoli, meno frequenti ma sono il motivo per cui la visita non si salta.
Se la ginecomastia è comparsa da poco, cresce in fretta o si accompagna ad altri sintomi, la prima visita da fare è dall’endocrinologo. Un nodulo duro su un lato solo, fisso o con secrezione dal capezzolo va fatto vedere subito. In visita il Dott. Hassibi ti dice se conviene fare prima questi accertamenti.
Quando dieta e palestra non bastano
Chi cerca rimedi per la ginecomastia di solito ha già provato dieta, panca piana e corsa, e ha visto cambiare tutto tranne il petto. Dipende dal tessuto. Se il volume è grasso, perdere peso aiuta davvero e a volte basta. Se è ghiandola, il dimagrimento non la riduce, e man mano che il grasso intorno si assottiglia il disco sotto l’areola può vedersi di più. Allenare i pettorali ingrossa il muscolo che sta sotto e spinge la ghiandola un po’ più in fuori.
Nelle fasi iniziali l’endocrinologo può valutare una terapia medica. Su una ginecomastia presente da anni la ghiandola diventa fibrosa e i farmaci agiscono poco. Creme, integratori e fasce contenitive non la modificano.
A chi è indicato l’intervento, e quando conviene aspettare
L’intervento di ginecomastia ha senso quando il volume è stabile da tempo, le cause mediche sono state escluse o trattate e il disagio è reale. Riguarda ragazzi con una ginecomastia puberale che non è regredita e uomini adulti di ogni età, sessantenni in buona salute compresi.
In alcuni casi conviene aspettare o fare altro prima. Nei ragazzi ancora in sviluppo, di norma si attende che il volume sia stabile, e per i minorenni serve il consenso dei genitori. Chi usa anabolizzanti deve dirlo in visita con franchezza, perché se continua la ghiandola può riformarsi. Chi sta dimagrendo molto aspetta di avere un peso stabile. E se la causa ormonale o farmacologica non è ancora chiara, prima si chiarisce quella.
Come si svolge la correzione della ginecomastia
La visita e gli esami
Alla prima visita il Dott. Hassibi ti chiede da quando c’è il problema e quali farmaci o integratori usi. Poi palpa l’area sotto l’areola per capire quanta ghiandola c’è, valuta il grasso intorno, l’elasticità della pelle, la posizione e la larghezza dell’areola. Se il capezzolo è rientrato, si valuta se correggerlo nello stesso tempo. Di solito si richiede un’ecografia della mammella e, in alcuni casi, esami del sangue per il profilo ormonale. La ghiandola asportata va in genere all’esame istologico.
Dove si opera e con quale anestesia
La Nika Clinic è un ambulatorio: lì si fanno la visita, le medicazioni e i controlli. L’intervento si esegue in sale operatorie di strutture sanitarie autorizzate, dove il Dott. Hassibi organizza la seduta con l’équipe completa: l’anestesista quando l’anestesia lo richiede, un eventuale secondo chirurgo e gli aiuti chirurgici. L’anestesia può essere locale con sedazione o generale, in base all’estensione dell’intervento e alla tua salute, e si decide in visita. L’intervento dura in genere da una a due ore e nella maggior parte dei casi torni a casa in giornata.
Liposuzione
Quando il volume è soprattutto grasso si usa la liposuzione: una cannula sottile, introdotta da un’incisione di pochi millimetri, aspira il grasso e ridisegna il profilo.
Asportazione della ghiandola
Il nucleo ghiandolare si toglie da un’incisione semicircolare lungo il bordo inferiore dell’areola, dove il passaggio di colore fra areola e pelle aiuta a nascondere la cicatrice. Sotto il capezzolo si lascia un sottile strato di tessuto: se si toglie tutto, l’areola rischia di infossarsi.
Le due tecniche insieme
Nella forma mista, cioè nella maggior parte degli adulti, la liposuzione modella il petto e poi, dall’incisione areolare, si asporta la ghiandola che resta.
Quando c’è pelle in eccesso
Dopo un grande dimagrimento, o con volumi importanti, la pelle può non riadattarsi da sola. Allora si valuta di rimuoverne una parte, con cicatrici più lunghe e un intervento che ricorda la mastoplastica riduttiva femminile, su scala diversa.
I tempi di recupero, settimana per settimana
I primi giorni. Esci con la guaina compressiva già indossata. Il petto è gonfio e indolenzito, un fastidio che in genere si controlla con i comuni antidolorifici. A volte si lascia un piccolo drenaggio per un giorno o due. Niente sforzi, braccia vicino al corpo.
Prima settimana. Primo controllo in clinica, con la medicazione. Con un lavoro d’ufficio riprendi in genere dopo 5-7 giorni.
Dalla seconda alla quarta settimana. Il gonfiore cala in modo visibile e puoi camminare a passo sostenuto. La guaina resta, giorno e notte, di solito per quattro-sei settimane: fa aderire la pelle ai tessuti sotto e riduce le raccolte di liquido.
Dalla sesta settimana. Con il via libera del medico torni ai pesi, pettorali compresi, aumentando i carichi piano.
Da tre a sei mesi. Il gonfiore residuo sparisce e il profilo si assesta. La cicatrice dell’areola, rosata all’inizio, schiarisce nel giro di qualche mese.
Risultati e rischi, detti come sono
L’obiettivo è un petto piatto e proporzionato al resto del corpo, che non ti obblighi più a scegliere i vestiti per coprirlo. Il risultato si vede in parte subito e si giudica dopo qualche mese, a gonfiore riassorbito. La ghiandola asportata non ricresce da sola, ma può riformarsi se si ripresenta la causa, per esempio un nuovo ciclo di anabolizzanti. Un forte aumento di peso riporta grasso sul petto.
Come ogni intervento chirurgico, anche questo ha dei rischi, ed è giusto conoscerli prima:
- ematoma, una raccolta di sangue nei primi giorni: è la complicanza più frequente e a volte va drenato;
- sieroma, una raccolta di liquido chiaro, che la guaina aiuta a prevenire;
- sensibilità del capezzolo alterata, in genere per un periodo, raramente in modo permanente;
- irregolarità, asimmetrie o un’areola infossata, correggibili nei casi evidenti con un ritocco, a volte con il lipofilling;
- cicatrici più visibili del previsto in chi cicatrizza male e, meno spesso, infezione.
Il fumo rallenta la guarigione: se fumi, va sospeso prima e dopo l’intervento, il più a lungo possibile. I tempi te li indica il chirurgo.
Perché affidarsi al Dott. Hassibi
Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ed è Dirigente Medico di I livello nelle Unità Operative di Chirurgia Plastica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e del Centro Diagnostico Italiano. Opera anche come libero professionista in strutture selezionate. Opera sia sul grasso sia sulla ghiandola mammaria, che nella ginecomastia sono quasi sempre presenti insieme.
Chi ti visita è la stessa persona che ti opera, che ti rivede alla prima medicazione e ai controlli dei mesi dopo. Se a metà recupero hai un dubbio, sai a chi scrivere. Cosa ne pensano i pazienti lo trovi nelle recensioni.
Se la tua è una pseudoginecomastia che può migliorare con qualche chilo in meno, o se prima serve l’endocrinologo, te lo diciamo: l’intervento si propone quando ha senso.
Quanto costa l’intervento di ginecomastia
Il costo della correzione della ginecomastia cambia molto da un caso all’altro. Dipende dalla tecnica (liposuzione, asportazione della ghiandola o entrambe), dal volume da trattare, dall’eventuale rimozione di pelle, dal tipo di anestesia e dal tempo di sala operatoria.
Il preventivo si definisce dopo la visita, con te davanti, perché dipende da quanto è marcato il problema. Te lo diamo per iscritto, con il dettaglio di cosa comprende secondo il caso: l’intervento, la sala operatoria, l’anestesista, l’eventuale degenza e il post-operatorio, cioè medicazioni e controlli.
Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito: lo prenoti dal form, su WhatsApp o con una telefonata.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
Un indizio lo dà il tatto: nella ginecomastia vera sotto l’areola si sente un disco più compatto, nella pseudoginecomastia il petto è morbido in modo uniforme. Negli adulti però la forma più frequente è quella mista. La risposta sicura arriva dalla visita e, di solito, da un’ecografia.
Quella puberale spesso sì, entro uno o due anni. Quella legata a un farmaco può ridursi quando la causa viene rimossa. Una ginecomastia presente da anni raramente regredisce da sola.
Può risolvere la pseudoginecomastia, che è fatta di grasso, o ridurne molto il volume. Sulla ghiandola dieta e palestra non agiscono.
La criolipolisi agisce sul tessuto adiposo: per questo è un’opzione da valutare nella pseudoginecomastia, quando il volume del petto è fatto solo di grasso. Sulla ghiandola mammaria invece non ha effetto, quindi nella ginecomastia vera non basta.
Durante l’intervento no, grazie all’anestesia. Nei giorni successivi il petto è indolenzito, un fastidio che in genere si controlla con i comuni antidolorifici. La cosa più scomoda, di solito, è la guaina da tenere giorno e notte.
Al lavoro d’ufficio si torna in genere dopo 5-7 giorni. La guaina si porta di solito per quattro-sei settimane, e ai pesi si torna dopo circa sei, con il via libera del medico. Il risultato si valuta fra i tre e i sei mesi.
Sì, piccole e poco visibili. La liposuzione lascia incisioni di pochi millimetri, l’asportazione della ghiandola una cicatrice lungo il bordo inferiore dell’areola, dove il cambio di colore la nasconde. Cicatrici più lunghe servono solo se c’è pelle da togliere, e te lo diciamo prima.
La ghiandola asportata non ricresce da sola. Può riformarsi se si ripresenta la causa, come un nuovo ciclo di anabolizzanti o un farmaco che la stimola.
Non c’è un limite fisso. Nei ragazzi si aspetta di solito che lo sviluppo sia concluso e il volume stabile, e per i minorenni serve il consenso dei genitori. Negli adulti conta lo stato di salute più dell’età.
Dipende dalla tecnica, dal volume, dall’eventuale rimozione di pelle e dal tipo di anestesia, per cui una cifra detta prima della visita servirebbe a poco. Dopo la visita ricevi un preventivo scritto, con tutte le voci incluse fino ai controlli successivi. Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito.
Vuoi fissare una consulenza?
Se da anni scegli le magliette in base al petto e vuoi sapere se è ghiandola, grasso o tutti e due, il primo passo è una visita, e il primo consulto è gratuito. Il Dott. Hassibi ti esamina, ti spiega quale tecnica è indicata nel tuo caso e ti dice con franchezza se l’intervento ha senso o se conviene prima fare altro.
Siamo in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, fermata M4 Tolstoi. Vuoi fissare una consulenza? Scrivici.


