Il lobo strappato dall’orecchino, o spaccato in due
Succede in due modi. Il primo è lento: anni di orecchini pesanti, pendenti, clip, e il buco che si allunga un millimetro alla volta finché diventa una fessura. Il secondo è improvviso: un orecchino che si impiglia nel maglione, un bambino in braccio che tira, una caduta, e il lobo si apre di netto.
In entrambi i casi il risultato si nota. Gli orecchini non stanno più dritti, quelli a lobo non si possono più mettere, e quando il lobo è diviso del tutto si vedono due piccole punte al posto del bordo rotondo. Molte persone lo coprono con i capelli e aspettano che le cose migliorino. Non migliorano, perché un lobo aperto non ha modo di richiudersi da solo, e più avanti ti spieghiamo il motivo.
La correzione è un piccolo intervento chirurgico, la lobuloplastica: si fa in ambulatorio, in anestesia locale, e dura in genere fra mezz’ora e un’ora. Alla Nika Clinic di Milano la esegue il Dott. Jafar Hassibi, specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, con un obiettivo preciso: un lobo che torni ad avere il suo profilo e che possa, a guarigione avvenuta, portare di nuovo un orecchino.
Cos’è il lobo bifido
In medicina si chiama lobo bifido il lobo dell’orecchio diviso in due parti da una fessura che parte dal foro dell’orecchino e arriva fino al bordo inferiore. Nel linguaggio di tutti i giorni è il lobo “spaccato” o “strappato”. Accanto a questa forma completa ce n’è una intermedia, molto più frequente: il foro allungato, slabbrato, che non ha ancora raggiunto il bordo ma ci si avvicina.
Le cause sono poche e riconoscibili.
Gli orecchini pesanti portati per molti anni sono la più comune. Il lobo è fatto di pelle e tessuto adiposo, senza cartilagine: non ha una struttura che resista a una trazione continua. Il foro si allarga verso il basso, lentamente, e il tessuto sotto si assottiglia. A un certo punto basta poco perché ceda.
Lo strappo traumatico è la seconda. L’orecchino resta agganciato e il lobo si lacera in un attimo. A volte la ferita viene suturata subito al pronto soccorso e guarisce bene; più spesso si lascia cicatrizzare da sola, e i due margini guariscono ciascuno per conto suo, separati.
I dilatatori, o tunnel, sono la terza. Dopo anni di allargamento graduale il foro può restare aperto anche quando il dilatatore viene tolto. Sotto una certa misura il tessuto si ritira in parte; oltre, resta un’asola di pelle che non torna indietro. Chiudere un tunnel è un intervento dello stesso tipo, con un lavoro di rimodellamento in più, perché c’è più tessuto da gestire.
Perché il lobo non si richiude da solo? È la domanda che ci fanno quasi tutti, e la risposta sta nel modo in cui guarisce la pelle. Una ferita si chiude quando due superfici “vive”, non ancora coperte di pelle, restano a contatto. In un lobo strappato da tempo, invece, ciascun bordo della fessura si è già ricoperto di pelle nuova, come il margine di qualunque foro: in termini tecnici è epitelizzato. Due bordi rivestiti di pelle non si saldano fra loro, anche se li tieni accostati per settimane con un cerotto.
Per questo le soluzioni casalinghe non funzionano, e non funzionano nemmeno le colle o i cerotti specifici venduti per “chiudere il buco”: nascondono la fessura finché restano applicati. Per ottenere una chiusura vera bisogna togliere quel rivestimento e ricreare due superfici che possano cicatrizzare insieme. Quello è il cuore dell’intervento.
Quando conviene intervenire
Non c’è un’urgenza medica: un lobo bifido non è pericoloso e non peggiora la salute. Le ragioni per correggerlo sono pratiche ed estetiche, e sono buone ragioni.
Se il foro è solo allungato, intervenire prima che si apra del tutto rende l’intervento più semplice: c’è ancora tessuto sano sotto il foro, e ricostruire è più facile che riunire due lembi separati. Se il lobo è già diviso, il momento giusto è quando ti dà fastidio, non c’è un tempo oltre il quale diventa impossibile.
Dopo uno strappo recente conviene invece aspettare che la zona sia guarita e sfiammata. Il medico valuta in visita se è il momento, di solito quando non ci sono più rossore, gonfiore o croste.
Una cosa da dire in visita, sempre: se in passato hai avuto un cheloide, cioè una cicatrice che cresce oltre i bordi della ferita, sul lobo o altrove. Il lobo è una delle sedi in cui i cheloidi compaiono più spesso, tipicamente dopo un piercing, e chi ne ha già avuti uno ha una predisposizione di cui bisogna tenere conto. Se il problema è proprio un cheloide nato dal foro dell’orecchino, il percorso è diverso ed è descritto nella pagina sull’asportazione dei cheloidi. Allo stesso modo, i noduli che si sentono sotto la pelle del lobo sono spesso piccole cisti cutanee, da valutare per quello che sono.
Come si svolge la lobuloplastica
Si comincia dalla visita. Il Dott. Hassibi guarda il lobo di fronte e di profilo, valuta quanto tessuto c’è, se la fessura è completa o parziale, com’è l’altro orecchio, e ti chiede cosa vuoi ottenere: un lobo chiuso e basta, o un lobo in cui poter rimettere un orecchino. Sono due obiettivi leggermente diversi, e cambiano il piano.
Il giorno dell’intervento la zona viene disinfettata e anestetizzata con una piccola infiltrazione di anestetico locale. È l’unico momento in cui senti qualcosa, una puntura e un breve bruciore. Da lì in poi il lobo è insensibile.
Il medico rimuove con il bisturi il sottile rivestimento di pelle che copre i bordi della fessura, o il tragitto allungato del vecchio foro. In questo modo si ottengono due margini freschi, che possono guarire uniti. Poi il lobo viene richiuso a strati: la faccia posteriore, quella anteriore e il bordo inferiore, con punti sottili.
Il punto delicato è proprio il bordo. Una cicatrice dritta che attraversa il margine del lobo tende, ritraendosi mentre matura, a formare un piccolo intaglio, una tacca visibile sul profilo rotondo. Per ridurre questo rischio il chirurgo disegna la chiusura in modo da spezzare la linea nel punto in cui incontra il bordo, invece di farla scendere dritta. Sono pochi millimetri, ma su un bordo così piccolo si vedono.
Quando c’è da chiudere un dilatatore, il lavoro comprende anche l’asportazione del tessuto in eccesso e il rimodellamento del lobo, perché le proporzioni tornino simili a quelle dell’altro orecchio.
L’intervento dura in genere fra i 30 e i 60 minuti, a seconda che i lobi siano uno o due e della complessità del difetto. Si torna a casa subito dopo, con una piccola medicazione.
Non è previsto l’esame istologico: si rimuove una quantità minima di pelle sana dai margini, non una lesione da analizzare.
Il risultato
Il risultato è un lobo di nuovo intero, con una cicatrice sottile che nella maggior parte dei casi diventa poco visibile col passare dei mesi. Nelle prime settimane la linea è rosata e un po’ rilevata al tatto: è la fase normale di maturazione di qualunque cicatrice, e si attenua gradualmente.
Due cose vanno dette prima. La prima: una cicatrice c’è sempre, anche se piccola e ben nascosta. Il lobo guarisce bene, ma il segno non scompare del tutto. La seconda: su pelle predisposta può comparire, anche dopo un intervento eseguito correttamente, un ispessimento della cicatrice o un cheloide. Per questo in visita ti chiediamo della tua storia, e per questo il controllo dopo l’intervento fa parte del percorso.
E gli orecchini? Si possono rimettere. Il nuovo foro si pratica a guarigione completa, di solito dopo alcune settimane o qualche mese, e in un punto diverso dalla cicatrice, su tessuto sano, perché un foro fatto sulla linea di sutura rischierebbe di riaprirla. Il medico ti dice quando e dove, in base a come è guarito il tuo lobo. Da quel momento vale un consiglio semplice: orecchini leggeri, e quelli pesanti solo per poche ore.
Dopo l’intervento
Il recupero è breve. Il lobo resta un po’ gonfio e sensibile per qualche giorno, e il fastidio si gestisce in genere con un comune analgesico, se serve. Puoi tornare alla routine e al lavoro il giorno stesso.
- Tieni la medicazione asciutta e pulita come ti viene indicato, e applica la pomata prescritta
- Evita di dormire appoggiato sul lato operato nei primi giorni
- Fai attenzione a spazzola, asciugamani, maglioni e cuffie che possono agganciare il lobo
- Rimanda piscina, mare e sport di contatto finché i punti non sono stati tolti
- Non mettere orecchini, nemmeno nell’altro foro se è vicino alla sutura, fino al via libera del medico
I punti si rimuovono in genere dopo 7–10 giorni, durante il controllo in clinica. Dopo la rimozione proteggi la cicatrice dal sole nei mesi successivi, perché è il modo più semplice per aiutarla a schiarirsi in modo uniforme.
Perché scegliere la Nika Clinic
Ricostruire un lobo è un intervento piccolo. Tecnicamente lo sanno fare in molti. Quello che cambia il risultato sono pochi millimetri: dove cade la cicatrice sul bordo, quanto tessuto si toglie, come si ristabilisce la simmetria con l’altro orecchio. Sono decisioni di chirurgia plastica, prese su una zona piccola ma molto in vista.
Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, iscritto all’Ordine dei Medici di Milano dal 2004. Sull’orecchio lavora anche su interventi più ampi, come l’otoplastica per le orecchie a sventola: un problema diverso, che riguarda la cartilagine e non il lobo, ma sulla stessa area e con la stessa attenzione alle proporzioni.
Poi c’è il modo in cui ti parliamo. Ti diciamo se il tuo lobo si può ricostruire in un tempo solo, se conviene aspettare dopo uno strappo recente, cosa aspettarti dalla cicatrice e quando potrai rimettere un orecchino. Senza fretta e senza promettere un lobo “come nuovo”, che nessuno può garantire. La lobuloplastica fa parte degli interventi ambulatoriali che eseguiamo in clinica, dalla rimozione di cisti e lipomi all’asportazione dei nei.
Costi trasparenti
Per la ricostruzione di un lobo si parte da circa 300 €, e la cifra può arrivare intorno ai 700 € quando il difetto è più complesso: un lobo completamente diviso con poco tessuto a disposizione, la chiusura di un dilatatore di grande diametro, una precedente riparazione da correggere. Se i lobi da trattare sono due, nella stessa seduta, si concorda un preventivo complessivo.
La cifra esatta te la diamo dopo la visita, quando il medico ha visto il lobo e stabilito il piano. Nel costo rientrano la visita specialistica, l’intervento, l’anestesia locale, la medicazione, il controllo e la rimozione dei punti. La prima visita è gratuita e senza impegno.
Sopra i 500 € il pagamento si può rateizzare, e la spesa è detraibile al 19% come spesa sanitaria: conserva la fattura per la dichiarazione dei redditi.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
No. Quando il lobo è strappato da tempo, i bordi della fessura si sono già ricoperti di pelle, e due superfici rivestite di pelle non si saldano fra loro, anche se le tieni accostate. Cerotti e colle specifiche nascondono il difetto finché restano applicati, ma non lo chiudono. Per richiuderlo davvero bisogna rimuovere quel rivestimento e suturare i margini: è quello che si fa con la lobuloplastica, in anestesia locale.
È il lobo dell’orecchio diviso in due da una fessura che va dal foro dell’orecchino fino al bordo inferiore: quello che comunemente si chiama lobo spaccato. Di solito è l’esito di anni di orecchini pesanti, che allungano il foro fino a farlo cedere, oppure di uno strappo improvviso. Esiste anche una forma incompleta, con il foro molto allungato ma il bordo ancora intatto, che si corregge con lo stesso tipo di intervento.
È l’intervento chirurgico con cui si ricostruisce il lobo dell’orecchio. Si esegue in ambulatorio, in anestesia locale: il medico rimuove il sottile strato di pelle che riveste i bordi della fessura o del foro allargato e richiude il lobo a strati con punti sottili, disegnando la sutura in modo da ridurre il rischio di una tacca sul bordo. Dura in genere fra 30 e 60 minuti e non richiede ricovero.
Senti solo l’iniezione dell’anestetico locale, una puntura e un breve bruciore. Dopo, il lobo è insensibile per tutta la durata dell’intervento. Nei giorni successivi la zona è un po’ gonfia e dolente al tatto, soprattutto se ci si appoggia sopra: nella maggior parte dei casi basta un comune analgesico, e molte persone non ne hanno bisogno. Il fastidio si riduce nel giro di pochi giorni.
Il nuovo foro si fa solo a guarigione completa, in genere dopo alcune settimane o qualche mese dall’intervento: il momento preciso te lo indica il medico al controllo, in base a come è guarito il lobo. Il foro va praticato in un punto diverso dalla cicatrice, su tessuto sano, perché sulla linea di sutura rischierebbe di riaprirsi. Da lì in poi conviene preferire orecchini leggeri.
Sì. Se dopo aver tolto il dilatatore il foro non si ritira da solo, si può chiudere chirurgicamente con un intervento simile alla ricostruzione del lobo: si asporta la pelle che riveste il tunnel, si rimuove il tessuto in eccesso e si rimodella il lobo per avvicinarlo alle proporzioni dell’altro orecchio. Più il diametro è grande, più il lavoro è articolato. In visita il medico valuta il tuo caso e ti dice cosa è realistico ottenere.
Sì, come dopo ogni intervento con punti, ma nella maggior parte dei casi è sottile e diventa poco visibile nel giro di alcuni mesi. All’inizio è rosata e leggermente rilevata, poi si schiarisce. La sutura viene disegnata per evitare che si formi una piccola tacca sul bordo del lobo. Chi ha avuto cheloidi deve dirlo in visita, perché il lobo è una sede in cui questa predisposizione può ripresentarsi.
Il recupero è breve: torni a casa subito e puoi riprendere lavoro e routine il giorno stesso. Il lobo resta gonfio e sensibile per qualche giorno, i punti si tolgono dopo 7–10 giorni durante il controllo. Fino ad allora conviene evitare piscina, mare, sport di contatto e di dormire sul lato operato. La cicatrice continua a maturare nei mesi successivi, ed è utile proteggerla dal sole.
Sì, e capita spesso, perché gli orecchini pesanti di solito si portano su entrambe le orecchie. Nella stessa seduta l’intervento dura qualcosa in più, restando comunque entro l’ora nella maggior parte dei casi, e il recupero è lo stesso. Per due lobi si concorda un preventivo complessivo. L’unico accorgimento pratico è che nei primi giorni sarà più scomodo dormire di lato.
Per un lobo si parte da circa 300 € e si può arrivare intorno ai 700 € nei casi più complessi, come un lobo completamente diviso con poco tessuto o la chiusura di un dilatatore grande. Per entrambi i lobi si concorda un preventivo complessivo. La cifra esatta te la diamo dopo la prima visita, che è gratuita. Il costo comprende intervento, anestesia locale, medicazione, controllo e rimozione dei punti.
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Se il tuo lobo si è allungato, strappato o diviso, o vuoi chiudere il foro di un dilatatore, il primo passo è farlo vedere. Il Dott. Hassibi valuta il lobo, ti spiega come si può ricostruire nel tuo caso, quando potrai rimettere un orecchino e ti dà un preventivo preciso. La visita è gratuita e senza impegno.
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