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Mastopessi a Milano: il lifting del seno

Interventi di Mastopessi: per alzare il seno a Milano presso Nika Clinic

Punti Chiave

  • Riporta in alto areola e ghiandola, senza aumentare il volume
  • La cicatrice dipende da quanto il seno è sceso
  • Con una protesi si recupera anche il volume perso
  • Circa 2 ore, in sala operatoria con l'équipe completa
  • Sport intenso dopo circa due mesi, reggiseno contenitivo nelle prime settimane

Dettagli Intervento: Quello che Devi Sapere

Tempo chirurgico

Circa 2 ore; di più se si associa una protesi

Cicatrici

Intorno all'areola, verticale o a T, in base al grado di ptosi

Anestesia

Generale, o locale con sedazione nei casi più semplici

Ritorno al lavoro

Circa 1-2 settimane per un lavoro sedentario

Sport

Graduale, sport intenso dopo circa 2 mesi

Protesi usate

Solo nella mastopessi additiva: gel di silicone coesivo, modello scelto in visita

Dott. Jafar Hassibi. Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano. Specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Milano. Titolare della Nika Clinic, centro di chirurgia e medicina estetica e centro di estetica avanzata.

Autore

Dott. Jafar Hassibi

Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano. Specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Milano. Fondatore e direttore scientifico di Nika Clinic. Bio

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Quando il seno è sceso e il reggiseno non basta più

Succede dopo una o due gravidanze, dopo l’allattamento, dopo aver perso molti chili, o semplicemente con gli anni. Il volume a volte è ancora quello di prima, ma il seno sta più in basso. L’areola guarda verso il pavimento, la parte alta del décolleté si è svuotata, e senza reggiseno la forma non è più quella che ricordi.

Gli esercizi per il petto rinforzano il pettorale, che sta sotto la ghiandola, ma non accorciano la pelle che si è allungata. Per questo chi cerca un intervento per alzare il seno arriva quasi sempre alla stessa parola: mastopessi, il lifting del seno.

Alla Nika Clinic di Milano la mastopessi la valuta e la esegue il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico.

Cos’è la mastopessi

È un intervento di chirurgia plastica che solleva il seno e lo rimodella. Il chirurgo toglie la pelle in eccesso, riposiziona la ghiandola più in alto e sposta l’areola con il capezzolo all’altezza giusta, di solito in corrispondenza del solco sotto il seno. Se l’areola si è allargata, se ne può ridurre il diametro.

Il seno sceso, in termini medici, si chiama ptosi mammaria. Si misura in gradi guardando dove sta il capezzolo rispetto al solco sottomammario:

  • ptosi lieve: il capezzolo è all’altezza del solco o appena sotto;
  • ptosi moderata: è sceso sotto il solco, ma resta nella metà inferiore del seno;
  • ptosi grave: è molto sotto il solco e punta verso il basso.

C’è poi la pseudoptosi, frequente dopo l’allattamento: il capezzolo è al suo posto, ma la ghiandola si è svuotata ed è scivolata in basso.

La differenza con la mastoplastica additiva è netta. L’additiva aumenta il volume con una protesi, la mastopessi riporta in alto quello che c’è. Quando mancano sia la posizione che il volume, le due cose si combinano.

A chi è indicata, e quando conviene aspettare

La mastopessi è indicata per le donne in buona salute con un seno sceso: dopo gravidanze e allattamento, dopo un forte dimagrimento, o quando il seno è pesante e al sollevamento va affiancata una riduzione. Capita spesso che i due seni siano scesi in modo diverso, con le areole a due altezze. Se il tuo caso è soprattutto una differenza di forma o di volume, leggi la guida al seno asimmetrico.

Ci sono momenti in cui è meglio rimandare. Una gravidanza in programma a breve può modificare di nuovo il seno, e conviene decidere con il medico se aspettare. Lo stesso vale se stai ancora perdendo peso: si opera quando il peso è stabile da qualche mese. Il fumo rallenta la cicatrizzazione e va sospeso prima e dopo l’intervento, il più a lungo possibile: i tempi te li indica il chirurgo. Prima di operare serve anche un’ecografia mammaria o una mammografia, in base all’età, per escludere noduli da indagare.

Come si svolge

La visita e la preparazione

Il Dott. Hassibi visita il seno, misura la distanza fra capezzolo e solco, valuta la pelle, il volume della ghiandola e le asimmetrie. In questa visita si sceglie la tecnica, si decide se serve una protesi e si parla della cicatrice che resterà.

Prima dell’intervento servono gli esami del sangue e gli accertamenti che il medico ritiene necessari. Alcuni farmaci e integratori che aumentano il sanguinamento vanno sospesi, sempre su sua indicazione.

L’intervento

La Nika Clinic è un ambulatorio: lì si fanno la visita, le medicazioni e i controlli. La mastopessi si esegue in sale operatorie di strutture sanitarie autorizzate, dove il Dott. Hassibi organizza la seduta con te. In sala c’è l’équipe completa: aiuti chirurgici, all’occorrenza un secondo chirurgo e l’anestesista, presente ogni volta che si opera in sedazione o in generale. Di solito si usa la generale; nei casi più semplici si può valutare la locale con sedazione.

Dura in genere circa due ore, di più se si inserisce anche una protesi. Prima di iniziare, con te in piedi, il chirurgo disegna sulla pelle la nuova posizione dell’areola e le linee di incisione.

Le tecniche, dalla ptosi lieve a quella grave

La regola è questa: più il seno è sceso, più pelle c’è da togliere, e più lunga è la cicatrice. Le tecniche principali sono tre.

Periareolare. L’incisione corre intorno all’areola: si toglie un anello di pelle e si richiude, e l’areola risale di qualche centimetro. Va bene per la ptosi lieve. Il sollevamento possibile è contenuto: se con questa tecnica si toglie troppa pelle, l’areola tende ad allargarsi e il seno ad appiattirsi.

Verticale. All’incisione intorno all’areola se ne aggiunge una che scende fino al solco, a forma di lecca-lecca. Si toglie più pelle e si stringe la base del seno, che diventa più proiettato. È la tecnica usata spesso nella ptosi moderata.

A T invertita. Alle due cicatrici precedenti se ne aggiunge una terza, nascosta nel solco sotto il seno. Permette di togliere più pelle e di spostare l’areola più in alto: si usa nella ptosi grave o quando si riduce anche il volume.

Quale sia quella giusta per te lo decide il chirurgo in visita, guardando e misurando il tuo seno.

Mastopessi e cicatrici: perché cambiano da caso a caso

Una cicatrice resta sempre, meglio saperlo prima. Quella intorno all’areola cade sul confine fra pelle scura e pelle chiara e tende a confondersi. Quella nel solco la copre il seno stesso. La verticale è quella che si nota di più.

Nei primi mesi sono rosse e un po’ in rilievo; nell’arco di circa un anno schiariscono e si appiattiscono, senza scomparire. Scegliere una cicatrice più corta di quella che il seno richiede significa accettare un sollevamento insufficiente.

Mastopessi con protesi (mastopessi additiva)

Dopo gravidanze o dimagrimenti il seno spesso è sceso e si è anche svuotato, soprattutto nella parte alta. Sollevarlo senza aggiungere volume lo riporta in posizione ma può lasciarlo più piccolo di come lo vorresti. Allora si associa una protesi: è la mastopessi additiva, o mastopessi con protesi.

La protesi riempie la parte superiore, la mastopessi riposiziona areola e ghiandola e toglie la pelle in eccesso. La protesi spinge la pelle in fuori, la mastopessi la stringe: per questo l’intervento è più complesso della somma dei due, e in alcuni casi il medico può proporre di farlo in due tempi, a qualche mese di distanza. Forma e misura della protesi si scelgono in visita. Se hai già delle protesi e il seno è sceso sopra di esse, si parla di sostituzione delle protesi, spesso insieme al sollevamento.

Mastopessi riduttiva

Quando il seno è sceso perché è pesante, va anche ridotto. La mastopessi riduttiva toglie ghiandola e grasso oltre alla pelle e dà un seno più piccolo e più alto. È molto vicina alla mastoplastica riduttiva: cambia l’obiettivo principale, la posizione in un caso, il volume nell’altro.

Il post-operatorio della mastopessi, settimana per settimana

I tempi variano con la persona e con la tecnica: questa è la traccia generale.

I primi giorni. Il seno è gonfio, teso e dolente; il fastidio in genere si controlla con gli antidolorifici prescritti. Porti da subito un reggiseno contenitivo senza ferretto, giorno e notte, e dormi a pancia in su. Le braccia si usano per le cose di tutti i giorni, senza alzarle sopra la testa e senza portare pesi.

Prima e seconda settimana. Torni alla Nika Clinic per le medicazioni e il controllo delle ferite. Se il tuo lavoro è sedentario, di solito lo riprendi in questo periodo.

Dalla terza alla sesta settimana. Il gonfiore cala, ma il seno è ancora alto e un po’ rigido: deve assestarsi. Camminate e attività leggere sì, sforzi con braccia e petto no.

Dopo circa due mesi. Palestra e sport intenso si riprendono gradualmente, su via libera del medico.

Da tre a sei mesi. Il seno si ammorbidisce, scende un poco e prende la forma definitiva. Le cicatrici maturano fino a circa un anno.

Risultati e rischi, detti come sono

L’obiettivo è un seno più alto, con l’areola al suo posto e la parte superiore più piena. La differenza si vede subito, la forma definitiva dopo qualche mese.

Il risultato dura a lungo, non per sempre. La mastopessi non ferma l’invecchiamento dei tessuti: con gli anni, con una gravidanza o con una forte variazione di peso il seno può scendere di nuovo, partendo però da più in alto.

Come ogni intervento chirurgico, ha dei rischi. I più frequenti sono lievi: gonfiore prolungato, lividi, piccoli ritardi di cicatrizzazione dove le incisioni si incontrano. Più raramente un ematoma o un’infezione da trattare, cicatrici ipertrofiche, un’asimmetria residua che a volte richiede un ritocco. La sensibilità del capezzolo può cambiare; di solito si recupera nei mesi successivi, non sempre del tutto. Con la protesi si aggiungono i rischi legati all’impianto, come la contrattura capsulare. Rara ma possibile anche una sofferenza della circolazione dell’areola, più probabile in chi fuma.

Molte chiedono se dopo si può allattare. Le tecniche più usate lasciano il capezzolo collegato alla ghiandola e molte donne allattano anche dopo l’intervento, ma non si può garantire. La guida su mastoplastica riduttiva e allattamento spiega il tema in dettaglio, e vale in buona parte anche per la mastopessi.

Perché affidarsi al Dott. Hassibi

Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. È Dirigente Medico di I livello nelle Unità Operative di Chirurgia Plastica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e del Centro Diagnostico Italiano, e opera anche come libero professionista in strutture selezionate.

La persona che ti visita è la stessa che disegna le incisioni, ti opera e ti segue ai controlli. In visita ti dice quale cicatrice resterà, se una protesi ha senso nel tuo caso e se ti conviene aspettare.

Quanto costa la mastopessi a Milano

Il costo dipende dalla tecnica, da quanto tessuto va rimosso, dalla durata dell’intervento e soprattutto dall’eventuale protesi: la mastopessi additiva è un intervento diverso da quella semplice.

Il preventivo si fa dopo la visita, con te davanti, perché dipende da quanto il seno è sceso. Comprende, secondo il caso, la sala operatoria, l’anestesista, l’eventuale degenza, le protesi se previste e il post-operatorio, cioè medicazioni e controlli. Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito: lo prenoti dal form, su WhatsApp o con una telefonata.

FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte

Che differenza c’è tra mastopessi e mastoplastica additiva?

La mastopessi solleva il seno togliendo la pelle in eccesso e riposizionando areola e ghiandola. La mastoplastica additiva aumenta il volume con una protesi, ma non sposta il capezzolo. Se il seno è sceso e anche svuotato, le due si combinano nella mastopessi additiva.

Si può fare una mastopessi senza protesi?

Sì, la mastopessi classica lavora solo sui tessuti che ci sono. È indicata quando il volume ti va bene e il problema è la posizione. La protesi si aggiunge se, una volta sollevato, il seno risulterebbe più vuoto di come lo desideri.

La mastopessi si può fare in anestesia locale?

Di solito si fa in anestesia generale. Nelle ptosi lievi, con interventi più brevi, si può valutare la locale con sedazione. Si decide in visita, con l’anestesista, in base alla tecnica e alla tua salute.

La mastopessi è dolorosa?

Il dolore dei primi giorni è in genere moderato e si gestisce con gli antidolorifici prescritti. Molte pazienti lo descrivono più come tensione e peso sul petto. Con la protesi il fastidio può essere un po’ maggiore.

Che cicatrici lascia la mastopessi?

Dipende da quanto il seno è sceso: intorno all’areola nella ptosi lieve, intorno all’areola e in verticale in quella moderata, a T invertita nei casi più importanti. Schiariscono nell’arco di circa un anno, senza scomparire.

Quali sono i tempi di recupero della mastopessi?

Per un lavoro sedentario si torna in genere dopo una o due settimane. Il reggiseno contenitivo si porta per diverse settimane, gli sforzi con le braccia si evitano per circa un mese e lo sport intenso si riprende dopo circa due mesi.

Dopo la mastopessi si può allattare?

Spesso sì, perché le tecniche più usate lasciano il capezzolo collegato alla ghiandola. Non si può però garantire: la capacità di allattare dipende da molti fattori, anche indipendenti dall’intervento. Se pensi di avere figli, dillo in visita.

Quanto dura il risultato di una mastopessi?

A lungo, ma non per sempre. Il seno continua a invecchiare e può scendere di nuovo con gli anni, con una gravidanza o con una forte variazione di peso.

Si può alzare il seno senza chirurgia?

Esercizi, creme e reggiseni non riportano in alto un seno sceso: il pettorale sta sotto la ghiandola e la pelle allungata non si accorcia da sola. Alcuni trattamenti non chirurgici migliorano la tonicità della pelle, ma su una ptosi vera l’effetto è limitato.

La mastopessi è mutuabile?

In genere no, perché è un intervento estetico. Fanno eccezione alcuni casi ricostruttivi, come la simmetrizzazione dopo un intervento al seno per malattia, che seguono percorsi diversi. Con il Dott. Hassibi la mastopessi si fa in regime privato.

Vuoi fissare una consulenza?

Se il tuo seno è sceso e vuoi capire quale tecnica servirebbe, se ti conviene una protesi e che cicatrice resterebbe, il primo passo è un consulto con il Dott. Hassibi, ed è gratuito. Ti spiega le opzioni sul tuo caso e ti dà un preventivo preciso.

Siamo in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, fermata M4 Tolstoi.

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