Quando lo sguardo sembra stanco anche dopo aver dormito
Di solito il segnale arriva dagli altri: “Sei stanca?”, detto in una mattina in cui ti senti benissimo. Poi ci fai caso allo specchio: la palpebra superiore scende sulle ciglia e l’ombretto sparisce nella piega, oppure sotto gli occhi ci sono due borse che il correttore non appiattisce, perché hanno un volume e fanno ombra.
Sono due problemi diversi, in due punti diversi, e quasi tutti li chiamano allo stesso modo: blefaroplastica. Il nome è giusto, ma dietro ci sono due interventi con tecniche, cicatrici e recuperi propri. Capire quale ti serve, o se ti servono tutti e due, è la prima cosa da fare.
Alla Nika Clinic di Milano la valutazione la fa il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico, che poi esegue l’intervento e ti segue nei controlli.
Cos’è la blefaroplastica: due interventi con lo stesso nome
Blefaroplastica vuol dire, alla lettera, “modellare la palpebra”. È un intervento di chirurgia plastica che toglie la pelle in eccesso e tratta le borse di grasso delle palpebre, superiori, inferiori o entrambe.
La palpebra superiore e quella inferiore invecchiano in modo diverso. Sopra, il problema principale è la pelle: perde elasticità, si allunga e si piega sopra le ciglia. I medici la chiamano dermatocalasi. Sotto, il problema principale è spesso il grasso: i cuscinetti che proteggono l’occhio scivolano in avanti perché la membrana che li contiene, il setto orbitario, si allenta. Ne escono le borse.
| Blefaroplastica superiore | Blefaroplastica inferiore | |
|---|---|---|
| Cosa corregge | Pelle in eccesso che pesa sulla palpebra ed eventuali borse di grasso nell’angolo interno | Borse di grasso sotto l’occhio, a volte con pelle in eccesso o rugosa |
| Dove sta la cicatrice | Nella piega naturale della palpebra, visibile solo a occhio chiuso | Nessuna esterna se si passa dall’interno della palpebra; una linea sottile sotto le ciglia se va tolta anche pelle |
| Anestesia | Locale con sedazione | Locale con sedazione |
| Recupero indicativo | Punti tolti dopo 5-7 giorni, vita sociale dopo circa 7-10 giorni | Gonfiore e lividi più marcati, in genere 10-14 giorni prima di un aspetto normale |
Se vuoi entrare nel dettaglio di un solo intervento, il Dott. Hassibi ha scritto due approfondimenti: uno sulla blefaroplastica superiore e la palpebra cadente, l’altro sulla blefaroplastica inferiore, le borse e le occhiaie. Qui trovi quello che serve per scegliere.
Come si capisce quale serve
Palpebra superiore: pelle in eccesso o palpebra che cade?
La blefaroplastica superiore è indicata quando c’è pelle in più che si ripiega sulla palpebra mobile. La senti come pesantezza, soprattutto la sera. Il trucco non trova spazio, e nei casi più marcati la pelle copre la parte esterna del campo visivo: ti accorgi che alzi le sopracciglia per vedere meglio.
In visita il medico controlla due cose che l’intervento da solo non risolve. La prima è la ptosi palpebrale, cioè la palpebra che cade perché il muscolo che la solleva si è indebolito: in quel caso togliere pelle non basta. La seconda è il sopracciglio: se è sceso, una parte della pesantezza viene da lì, e togliere troppa pelle sotto un sopracciglio basso può peggiorare le cose.
Palpebra inferiore: borse, pelle o occhiaie?
La blefaroplastica inferiore tratta le borse, cioè il grasso che sporge sotto l’occhio. Quando la pelle è ancora elastica si lavora dall’interno della palpebra, attraverso la congiuntiva (via transcongiuntivale), senza cicatrici esterne; quando c’è anche pelle in eccesso, l’incisione si fa appena sotto le ciglia (via transcutanea). Il grasso non sempre si toglie tutto: a volte una parte si ridistribuisce nel solco sotto l’occhio, per non lasciare un aspetto svuotato.
Le occhiaie sono un’altra faccenda. Se sono l’ombra delle borse, l’intervento le migliora. Se dipendono dal colore della pelle o dai vasi che si vedono in trasparenza, la chirurgia non le cambia e servono trattamenti di medicina estetica.
Quando si fanno insieme
Spesso le palpebre superiori e inferiori cedono negli stessi anni, e operarne una sola lascia uno sguardo sbilanciato. In questi casi si fanno nella stessa seduta: l’intervento dura di più, ma il periodo di gonfiore è uno solo.
Quando non è l’intervento giusto
Non tutto quello che si vede sulle palpebre si corregge con la blefaroplastica. Le piccole placche giallastre all’angolo interno dell’occhio, per esempio, sono xantelasmi: depositi di grasso nella pelle, e la rimozione degli xantelasmi si fa in ambulatorio, in anestesia locale, con un intervento molto più piccolo.
Serve cautela anche con alcune condizioni degli occhi: secchezza oculare importante, malattie della tiroide che coinvolgono l’occhio, infezioni o infiammazioni in corso. Non escludono per forza l’intervento, ma prima si chiede il parere dell’oculista.
La cantopessi, quando la palpebra inferiore ha bisogno di sostegno
Il canto esterno è l’angolo dell’occhio verso la tempia. Lì un piccolo tendine tiene la palpebra inferiore ben appoggiata al bulbo. Con l’età può allentarsi: la palpebra si abbassa un po’, si vede più bianco sotto l’iride, e se la tiri delicatamente verso il basso ci mette qualche secondo a tornare al suo posto.
In queste condizioni una blefaroplastica inferiore da sola, soprattutto se toglie pelle, rischia di tirare ancora più giù la palpebra. La cantopessi serve a evitarlo: con alcuni punti interni il canto viene fissato di nuovo al bordo osseo dell’orbita, così la palpebra resta sostenuta. Si fa nella stessa seduta della blefaroplastica e dall’esterno non aggiunge cicatrici visibili. Il medico lo decide in visita, con un test di tenuta della palpebra.
Come si svolge
La visita
Si parte da quello che ti dà fastidio, poi il medico guarda la pelle, la posizione del sopracciglio, le borse, la tenuta della palpebra inferiore e la simmetria fra i due occhi. Alla fine ti dice quale intervento propone, con quale via d’accesso, e cosa puoi aspettarti in modo realistico.
La preparazione
Prima dell’intervento servono gli esami del sangue e, quando indicati, una visita oculistica e un elettrocardiogramma. Alcuni farmaci e integratori che fluidificano il sangue vanno sospesi nei giorni precedenti, sempre d’accordo con il tuo medico. Organizzati per farti accompagnare a casa.
L’intervento
Visita, medicazioni e controlli si fanno alla Nika Clinic di Milano. L’intervento si esegue in sale operatorie di strutture sanitarie autorizzate, dove il Dott. Hassibi opera con l’équipe: l’anestesista, un eventuale secondo chirurgo e gli aiuti chirurgici. L’anestesia è locale, accompagnata da una sedazione leggera: sei rilassata o rilassato e non senti dolore.
Prima di iniziare il medico disegna le linee di incisione con te seduto. La blefaroplastica superiore o quella inferiore da sole durano in genere circa un’ora; se si combinano, un’ora e mezza o due. Torni a casa lo stesso giorno.
Il recupero, settimana per settimana
Primi 3 giorni. Gonfiore e lividi, con un picco verso il secondo giorno. Impacchi freddi, testa sollevata con due cuscini, collirio lubrificante. La vista può essere un po’ annebbiata dalla pomata.
Fine della prima settimana. Si tolgono i punti, in genere fra il quinto e il settimo giorno. Il gonfiore cala ogni giorno. Molte persone riprendono il lavoro d’ufficio fra il settimo e il decimo giorno.
Seconda settimana. I lividi virano al giallo e si coprono con il trucco. Sulla palpebra inferiore il gonfiore dura di solito qualche giorno in più.
Dalla terza settimana. Si riprende gradualmente l’attività fisica leggera. Lo sport intenso, la piscina e la sauna aspettano ancora qualche settimana.
Il risultato si assesta in alcuni mesi. Tutti i passaggi, con i consigli pratici, sono nella guida al post-operatorio della blefaroplastica.
Risultati e rischi, detti come sono
L’obiettivo è uno sguardo più aperto e riposato che somigli a te, non uno sguardo diverso. La pelle tolta non ricresce e le borse trattate di norma non si riformano, quindi il risultato dura molti anni. L’invecchiamento però continua, e con il tempo i tessuti riprendono a cedere, più lentamente.
Come ogni intervento chirurgico, la blefaroplastica ha dei rischi. I più frequenti sono lievi e passeggeri: gonfiore che dura più del previsto, secchezza o lacrimazione, fastidio alla luce, una leggera asimmetria nelle prime settimane. Possono capitare un piccolo ematoma, una difficoltà temporanea a chiudere del tutto l’occhio, una cicatrice che resta arrossata più a lungo. Sulla palpebra inferiore la complicanza da conoscere è l’abbassamento del bordo della palpebra (ectropion), ed è il motivo per cui si valuta la tenuta del canto e, se serve, si associa la cantopessi. Molto raramente può formarsi un sanguinamento dietro l’occhio: per questo un dolore forte o un calo della vista nelle prime ore vanno segnalati subito.
Qui sotto alcuni casi operati dal Dott. Hassibi, pubblicati con il consenso delle persone operate. Le foto partono sfocate: le vedi solo se scegli di aprirle. Ogni risultato dipende dal punto di partenza e varia da persona a persona.
Le immagini mostrano risultati reali e potrebbero essere sensibili.
Caso 1
Caso 2
Caso 3
Caso 4: blefaroplastica superiore, dopo 2 settimane
Perché affidarsi al Dott. Hassibi
Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ed è Dirigente Medico di I livello nelle Unità Operative di Chirurgia Plastica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e del Centro Diagnostico Italiano. Opera anche come libero professionista in strutture selezionate. La sua formazione e il suo percorso sono descritti nella pagina dedicata al Dott. Hassibi.
Sulla palpebra lo spazio di manovra si misura in millimetri: qualche millimetro di pelle in più o in meno fa la differenza fra una palpebra che chiude bene e una che non chiude. Per questo conta che a valutare, operare e controllare sia la stessa persona. Chi ti visita è chi ti opera, ed è chi ti toglie i punti e ti rivede nei mesi successivi. Se in visita emerge che la blefaroplastica non è la risposta giusta, per esempio perché il problema è una ptosi o un sopracciglio basso, te lo dice.
Quanto costa la blefaroplastica a Milano
Il costo dipende da cosa si fa: palpebre superiori, inferiori o entrambe, via d’accesso, eventuale cantopessi, durata dell’intervento. Il preventivo comprende, secondo il caso, sala operatoria, anestesista, eventuale degenza e il post-operatorio, cioè medicazioni e controlli. Si definisce dopo la visita, con te davanti, perché dipende da quanto è marcato il problema.
Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito: puoi prenotarlo dal form, su WhatsApp o per telefono.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
Durante l’intervento no, grazie all’anestesia locale e alla sedazione. Nei giorni successivi si avverte più che altro tensione e pesantezza alle palpebre. Di solito basta un comune antidolorifico per due o tre giorni.
Sì, è l’anestesia usata di solito, affiancata da una sedazione leggera che ti tiene rilassata o rilassato. L’anestesia generale si riserva a casi particolari, da valutare in visita.
I punti si tolgono dopo 5-7 giorni e al lavoro d’ufficio si torna in genere in 7-10 giorni. Sulla palpebra inferiore gonfiore e lividi durano di più, di solito 10-14 giorni. Il risultato definitivo si vede dopo alcuni mesi, quando i tessuti si sono assestati.
Può esserlo quando ha uno scopo funzionale, cioè quando la pelle della palpebra superiore riduce il campo visivo. Serve una valutazione oculistica, di solito con l’esame del campo visivo, e l’accesso passa dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, con i loro tempi. La blefaroplastica fatta per ragioni estetiche non è coperta. In visita il medico ti dice se il tuo caso ha i requisiti per essere valutato anche su questo piano.
Dipende da quali palpebre si trattano, dalla tecnica e dall’eventuale cantopessi. Nel preventivo rientrano, secondo il caso, sala operatoria, anestesista, eventuale degenza, medicazioni e controlli. La cifra si stabilisce dopo la visita, e il primo consulto è gratuito.
Con “blefaroplastica laser” si intendono due cose diverse. A volte il laser è solo lo strumento con cui si fa l’incisione al posto del bisturi: l’intervento resta una blefaroplastica. Altre volte si parla di trattamenti senza bisturi, laser o al plasma, che migliorano un lieve rilassamento della pelle ma non tolgono le borse di grasso né un eccesso di pelle importante.
Sulla palpebra superiore la cicatrice sta nella piega naturale e a occhio aperto non si vede. Sull’inferiore, con la via interna non c’è cicatrice esterna; con la via sotto le ciglia resta una linea sottile.
Molti anni. La pelle tolta non ricresce e le borse trattate di norma non si riformano, ma il viso continua a invecchiare.
In visita il Dott. Hassibi ti mostra casi reali di pazienti che hanno dato il consenso. Guarda foto scattate a qualche mese dall’intervento, con la stessa luce e la stessa posizione: quelle a pochi giorni mostrano ancora il gonfiore.
Sì, ed è frequente quando cedono entrambe. L’intervento dura di più, in genere un’ora e mezza o due, ma il periodo di recupero è uno solo. Se serve, nella stessa seduta si esegue anche la cantopessi.
Vuoi fissare una consulenza?
Se ti riconosci nella palpebra pesante, nelle borse o in tutte e due, il primo passo è una visita. Il Dott. Hassibi guarda le palpebre, ti dice quale intervento è indicato e se c’è qualcosa che la blefaroplastica non può risolvere, e definisce con te il preventivo.
La Nika Clinic è in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, alla fermata M4 Tolstoi.
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