Quei piccoli porri sul collo che si impigliano nella collana
Spuntano sul collo, sotto le ascelle, all’inguine, a volte sulle palpebre. Sono piccole escrescenze molli, del colore della pelle o appena più scure, attaccate da un gambo sottile. In tanti li chiamano porri; il nome medico è fibromi penduli, o acrocordon. Sono benigni. Chi ce li ha, però, sa che il problema non è la diagnosi: è la vita di tutti i giorni.
La collana che si impiglia. Il colletto della camicia che sfrega per tutta la giornata. Il rasoio che ne prende uno e lo fa sanguinare. Con gli anni tendono ad aumentare, e quelli che all’inizio erano due o tre diventano dieci. Da soli non se ne vanno, e chi prova a toglierli a casa con un filo o con le forbicine spesso si ritrova con un taglietto che sanguina più del previsto, e con il porro ancora lì a metà.
Alla Nika Clinic di Milano i fibromi penduli si rimuovono in ambulatorio, in anestesia locale, e se sono tanti si tolgono nella stessa seduta. Il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico, sceglie la tecnica su ciascuno in base a dimensione e sede: un taglio netto alla base, l’elettrocoagulazione oppure il laser CO2. Finito il trattamento torni alla tua giornata.
Cos’è un fibroma pendulo, e perché lo chiamano porro
Un fibroma pendulo è un piccolo rilievo di pelle morbida, fatto di tessuto connettivo e di minuscoli vasi sanguigni, rivestito da cute normale. Lo riconosci dal peduncolo, il gambo sottile che lo tiene attaccato e lo fa pendere: da qui il nome. Le misure vanno da un paio di millimetri, poco più di un puntino, fino a un centimetro e oltre nei casi meno frequenti. Al tatto è molle, si sposta con il dito e non fa male.
Compare quasi sempre dove la pelle sfrega contro altra pelle o contro i vestiti: il collo, le ascelle, l’inguine, le palpebre, la piega sotto il seno. È una delle formazioni cutanee più comuni negli adulti e non è contagioso: non si prende e non si passa ad altri.
Perché vengano non ha una sola risposta. L’età conta, perché diventano più frequenti dopo i quarant’anni. Contano il sovrappeso e le pieghe cutanee più profonde, la gravidanza con i suoi cambiamenti ormonali, lo sfregamento continuo di collane, colletti, spalline e cinture. E conta la famiglia: se ce li avevano i tuoi genitori, è più probabile che compaiano anche a te. In alcune persone la comparsa di molti fibromi in poco tempo si associa a un’alterazione del metabolismo degli zuccheri; se è il tuo caso te lo diciamo in visita, e ti suggeriamo di parlarne con il tuo medico curante.
C’è poi una questione di nomi, che crea parecchia confusione. Nel linguaggio di tutti i giorni “porro” indica anche altre cose. Le verruche virali, per esempio, hanno una superficie ruvida, sono causate da un virus e possono diffondersi: sono un’altra lesione e si trattano in modo diverso, per esempio con la crioterapia. E quella che molti chiamano “verruca seborroica” in realtà non è una verruca: è una cheratosi seborroica, una macchia in rilievo dalla superficie rugosa, anche lei benigna e con un trattamento suo. Capire quale delle tre hai è il primo passo, perché da lì dipende come si toglie.

Quando conviene toglierli
Un fibroma pendulo non ha bisogno di essere tolto per ragioni di salute. Toglierlo è una scelta, e le ragioni per farlo di solito sono molto concrete.
La prima è il fastidio meccanico. Un porro sul collo che si impiglia nella catenina ogni mattina, uno sotto l’ascella che si irrita con il deodorante, uno all’inguine che sfrega con l’elastico degli slip: sono cose piccole che però si ripetono tutti i giorni. Gli uomini lo notano soprattutto con la rasatura, perché la lametta li taglia e li fa sanguinare.
La seconda è estetica, e non ha niente di frivolo. Il collo, il décolleté e le palpebre sono zone che si vedono, e parecchie persone iniziano a scegliere i vestiti in base a cosa copre i porri.
La terza riguarda i casi in cui il fibroma cambia. A volte il peduncolo si attorciglia su se stesso: il fibroma diventa scuro, gonfio e dolente, perché gli arriva meno sangue. Non è pericoloso, ma è un buon motivo per farlo vedere. Allo stesso modo va vista una lesione che cresce in fretta, sanguina senza essere stata toccata o ha un aspetto diverso dalle altre. Non tutto quello che pende è un fibroma: ci sono anche nei peduncolati e altre formazioni che a occhio nudo si somigliano, e che si trattano con criteri diversi, come si fa per l’asportazione dei nei.
Una parola sul fai-da-te, perché è la prima cosa che quasi tutti provano. Il filo stretto alla base per far “seccare” il porro, le forbicine da unghie, i prodotti da banco che promettono di farlo cadere: capiamo bene perché ci si prova, sembra una cosa da nulla. I motivi per lasciar perdere sono tre. Il peduncolo contiene un piccolo vaso, e tagliato a casa può sanguinare più di quanto ti aspetti. Le forbicine non sono sterili e le pieghe della pelle sono zone calde e umide, quindi il rischio di infezione è reale. E soprattutto, una lesione tolta da soli è una lesione che nessuno ha guardato: se non era un fibroma, non lo saprai più.
Come si svolge la rimozione
Si comincia con la visita. Il Dott. Hassibi guarda le lesioni una per una, anche al dermatoscopio quando serve, conferma che siano fibromi penduli e ti propone un piano: quanti toglierne, con quale tecnica, se in una seduta sola o in più.
L’anestesia è locale. Per i fibromi più piccoli spesso basta una crema anestetica applicata qualche tempo prima; per quelli più grandi si fa una piccola infiltrazione alla base. La tecnica cambia in base alla dimensione e alla sede di ciascun fibroma, ed è normale combinarne più di una nella stessa seduta.
Taglio alla base
Per i fibromi con un peduncolo ben visibile è il gesto più semplice: il medico solleva il fibroma e lo taglia alla base con una forbice sterile o con il bisturi. L’eventuale goccia di sangue si ferma con un tocco di elettrocoagulazione. Nella maggior parte dei casi non servono punti; sui fibromi più voluminosi può servirne uno.
Elettrocoagulazione
Sui fibromi piccoli e piccolissimi, quelli da uno o due millimetri che spesso compaiono a grappolo sul collo, si usa un elettrodo sottile che secca il peduncolo con il calore. Il fibroma si stacca subito oppure forma una crosticina che cade da sola nei giorni successivi.
Laser CO2
Il laser CO2 vaporizza il tessuto con molta precisione e controlla il sanguinamento mentre lavora. È utile nelle zone più delicate, come le palpebre, dove si lavora vicino all’occhio con le dovute protezioni, e quando ci sono tanti fibromi piccoli ravvicinati.
Una seduta dura in genere fra i 15 e i 45 minuti, a seconda di quanti fibromi ci sono da togliere. I fibromi penduli tipici non richiedono l’esame istologico. Se però una lesione ha un aspetto dubbio, non viene vaporizzata ma asportata e inviata al laboratorio Synlab per l’analisi: è lo stesso criterio che applichiamo a tutte le neoformazioni cutanee.
Il risultato
Subito dopo, al posto di ogni fibroma resta un puntino rosso o una piccola crosta. Nel giro di una o due settimane la crosta cade e sotto c’è pelle nuova, un po’ rosata, che nelle settimane successive torna del colore della pelle intorno. Sui fibromi piccoli il segno che resta è minimo, spesso difficile da ritrovare. Su quelli più grandi può rimanere un puntino più chiaro, poco visibile.
C’è una cosa da sapere prima. Un fibroma tolto di norma non ricresce nello stesso punto, ma la tendenza a formarne resta: con gli anni potrebbero comparirne di nuovi, altrove. Non è un difetto del trattamento, è una caratteristica della pelle. Tanti pazienti tornano dopo qualche anno per toglierne altri due o tre, in una seduta breve.
Dopo il trattamento
Non c’è alcun fermo: esci dall’ambulatorio e riprendi la tua giornata. Il fastidio nei giorni successivi è poco o nulla. Qualche attenzione aiuta la pelle a guarire bene:
- Tieni pulita la zona e applica la pomata indicata per qualche giorno
- Non staccare le crosticine: devono cadere da sole
- Evita per qualche giorno che collane, colletti o spalline sfreghino sulla zona
- Non radere la parte trattata finché non è guarita
- Proteggi la pelle dal sole con una protezione alta finché il colore non si è uniformato
Puoi fare la doccia normalmente, asciugando la zona senza strofinare. Per la palestra conviene aspettare qualche giorno, soprattutto se i fibromi erano nelle pieghe, dove sudore e sfregamento rallentano la guarigione. Il controllo successivo è compreso.
Perché scegliere la Nika Clinic
Togliere un fibroma pendulo è un intervento piccolo, e lo diciamo senza giri di parole. Il valore sta in quello che succede prima e intorno al gesto.
Prima c’è la visita. Qui ogni lesione viene guardata prima di essere tolta, perché “porro” è una parola che nel linguaggio comune copre fibromi, verruche, cheratosi e a volte nei. La tecnica giusta dipende da cosa hai davvero, e se qualcosa non ci convince la lesione va al laboratorio Synlab invece che nel cestino.
Poi c’è la mano. Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, iscritto all’Ordine dei Medici di Milano dal 2004. Sulle palpebre, dove i millimetri contano, lavora lo stesso chirurgo che esegue la blefaroplastica. E avere in ambulatorio sia il bisturi sia l’elettrocoagulazione sia il laser CO2 permette di scegliere su ciascun fibroma invece di trattarli tutti allo stesso modo.
E poi il modo. Ti diciamo quali vale la pena togliere e quali puoi tenere, ti diciamo che negli anni potrebbero comparirne altri, e ti diamo il prezzo prima di iniziare.
Costi trasparenti
Il costo dipende soprattutto da quanti fibromi vanno tolti e da dove si trovano. Per una seduta con pochi fibromi piccoli si parte da circa 80 €; con molte lesioni, o in zone più delicate come le palpebre, si arriva in genere fino a 300 € a seduta. Togliere più fibromi nella stessa seduta costa meno che toglierli uno alla volta in appuntamenti separati.
La cifra esatta te la diamo dopo la visita, quando il medico ha visto e contato le lesioni. Nel costo rientrano la visita, la rimozione, l’anestesia locale, la medicazione e il controllo successivo. L’esame istologico, quando serve, si concorda a parte. La prima visita è gratuita e senza impegno, e la spesa è detraibile al 19% come spesa sanitaria.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
Quelli che molti chiamano porri sono quasi sempre fibromi penduli, o acrocordon: piccole escrescenze molli, del colore della pelle o un po’ più scure, attaccate da un gambo sottile. Compaiono soprattutto su collo, ascelle, inguine, palpebre e sotto il seno. Sono benigni e non contagiosi. Con la stessa parola però si indicano anche le verruche virali e le cheratosi seborroiche, che sono lesioni diverse e si trattano in un altro modo. Per questo conviene farli vedere prima di decidere come toglierli.
No. Il fibroma pendulo è una formazione benigna, e non si trasforma in un tumore. Il fastidio è meccanico ed estetico: si impiglia, sfrega, a volte sanguina se viene tagliato con il rasoio. Vale comunque la pena farlo vedere se cambia colore, diventa gonfio e dolente, cresce in fretta o sanguina senza motivo, perché alcune lesioni diverse possono somigliargli. In visita il medico conferma di cosa si tratta e, se una lesione ha un aspetto dubbio, la manda all’esame istologico.
Il collo è una delle sedi più frequenti perché è una zona di sfregamento continuo: colletti, collane, sciarpe, pieghe della pelle. A questo si aggiungono l’età, perché diventano più comuni dopo i quarant’anni, il sovrappeso, la gravidanza e una predisposizione familiare. In alcune persone la comparsa di molti fibromi in poco tempo si associa a un’alterazione del metabolismo degli zuccheri, e in quel caso ti consigliamo un controllo dal tuo medico. Non dipendono dall’igiene e non si prendono da altri.
Meglio di no, anche se si trova spesso consigliato. Legare il fibroma con un filo o tagliarlo con le forbicine espone a tre problemi: il peduncolo contiene un piccolo vaso e può sanguinare più del previsto, gli strumenti di casa non sono sterili e le pieghe della pelle si infettano facilmente, e una lesione tolta da soli non la vede nessuno. Se non era un fibroma, non lo saprai più. In ambulatorio la rimozione richiede pochi minuti ed è fatta in anestesia locale.
Con tre tecniche, scelte su ciascun fibroma in base a dimensione e sede. Quelli con un peduncolo evidente si tagliano alla base con forbice sterile o bisturi. Quelli piccoli e piccolissimi si trattano con l’elettrocoagulazione, che secca il gambo con il calore. Nelle zone delicate, come le palpebre, o quando sono tanti e ravvicinati, si può usare il laser CO2. Spesso le tecniche si combinano nella stessa seduta, in ambulatorio e in anestesia locale, e di solito non servono punti.
Il fastidio è poco. Prima si anestetizza la zona: per i fibromi piccoli spesso basta una crema anestetica, per quelli più grandi si fa una piccola infiltrazione alla base, e l’unico momento che si sente è la puntura. Durante il trattamento puoi avvertire una leggera pressione o un po’ di calore. Nei giorni successivi la zona può essere un po’ sensibile, soprattutto nelle pieghe dove i vestiti sfregano, ma la maggior parte delle persone non ha bisogno di antidolorifici.
Sui fibromi piccoli il segno è minimo, spesso difficile da ritrovare dopo qualche settimana. Subito dopo il trattamento resta un puntino rosso o una crosticina che cade da sola; la pelle sotto è rosata all’inizio e poi torna del colore circostante. Sui fibromi più grandi può rimanere un piccolo punto più chiaro, poco visibile. Per aiutare la guarigione conviene non staccare le croste ed evitare il sole diretto finché il colore non si è uniformato.
Un fibroma rimosso di norma non ricresce nello stesso punto. La tendenza a formarne, però, resta: con gli anni possono comparirne di nuovi in altre zone, soprattutto se permangono i fattori che li favoriscono, come lo sfregamento, il sovrappeso o la predisposizione familiare. Non è un difetto del trattamento ma una caratteristica della pelle. Per questo molti pazienti tornano dopo qualche anno per togliere i nuovi, con una seduta breve e un costo contenuto.
Sì, ed è una delle sedi in cui conviene di più affidarsi a un chirurgo. La pelle della palpebra è sottile e si lavora vicino all’occhio, con le protezioni adatte. In genere si usa il laser CO2 o un taglio molto preciso alla base, in anestesia locale, scegliendo la tecnica che toglie il fibroma rispettando la pelle intorno. Nei giorni successivi può esserci un lieve gonfiore. Anche qui la visita serve a distinguere il fibroma da altre piccole formazioni palpebrali che si somigliano.
Alla Nika Clinic la rimozione dei fibromi penduli costa in genere fra 80 e 300 € a seduta: dipende da quanti sono e da dove si trovano. Togliere più fibromi nella stessa seduta costa meno che farlo in appuntamenti separati. Nel prezzo rientrano la visita, la rimozione, l’anestesia locale, la medicazione e il controllo; l’esame istologico, se serve, si concorda a parte. La cifra esatta te la diamo dopo la prima visita, che è gratuita e senza impegno.
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Se hai dei porri sul collo, sotto le ascelle o sulle palpebre e sei stanco di vederli impigliarsi nella collana o nel rasoio, il primo passo è una visita. Il Dott. Hassibi li guarda, ti dice quali vale la pena togliere e con quale tecnica, e ti dà un preventivo preciso. La visita è gratuita e senza impegno.
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