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Rimozione Granuloma Piogenico a Milano

Il logo SYNLAB presenta la parola "SYNLAB" in caratteri blu in grassetto con una grafica blu stilizzata che ricorda due linee curve che formano una "Y" sul lato destro, a simboleggiare l'eccellenza nei servizi ambulatoriali e nelle cure mediche.
Punti chiave

  • Lesione vascolare benigna che cresce in poche settimane
  • Sanguina facilmente: non va tagliata o bruciata a casa
  • Si toglie alla base per ridurre il rischio di recidiva
  • Anestesia locale, 20–30 minuti, niente ricovero
  • Esame istologico Synlab sempre incluso nel prezzo

Dott. Jaffar Hassibi. Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano. Specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Milano.

Autore

Dott. Jafar Hassibi

Laureato in Medicina e Chirurgia a Milano. Specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica a Milano. Fondatore e direttore scientifico di Nika Clinic. Bio

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Dettagli intervento ambultoriale

Durata intervento

20–30 minuti

Tipo di anestesia

Locale

Degenza

Nessuna (ambulatoriale, dimissione immediata)

Tempo recupero

Pochi giorni; attività leggere subito. Crosticina che cade in 1–2 settimane

Rimozione punti

Non necessaria con curettage; 7–14 giorni (in base alla sede) se escissione

Ritorno attività

In giornata per la routine; sport e sforzi sulla zona dopo circa 1 settimana

Costo

Compreso in un range tra €150 e €400

Cosa è incluso

Visita specialistica, intervento, anestesia locale, esame istologico Synlab, medicazione, visita di controllo

Quella pallina rossa che sanguina a ogni urto

Di solito la storia comincia così: un giorno noti un puntino rosso sul dito, sul labbro o vicino all’unghia. Nel giro di qualche settimana diventa una piccola pallina lucida, color lampone, a volte appoggiata su un peduncolo sottile. Non fa male. Però basta sfiorarla con l’asciugamano, con il bordo di una borsa o mentre ti radi, e comincia a sanguinare. Tanto, per quanto è piccola.

Da lì in avanti si va avanti a cerotti. Metti il cerotto, lo togli, sanguina di nuovo. Qualcuno prova con il disinfettante, qualcuno con i prodotti per le verruche, qualcuno si convince che sia un’infezione e aspetta che passi. Di solito non passa, e a ogni piccolo trauma si ricomincia.

Ha un nome che spaventa più del necessario: granuloma piogenico. È una formazione benigna, fatta di piccoli vasi sanguigni cresciuti in fretta, e si toglie in ambulatorio in anestesia locale. Alla Nika Clinic di Milano la rimuove il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico, e ogni lesione asportata viene mandata all’esame istologico. Su questa lesione l’istologico non si salta mai, e il motivo è concreto.

Cos’è il granuloma piogenico

Il nome è fuorviante due volte. Non è un granuloma in senso medico e non ha niente a che fare con il pus, che è quello che “piogenico” suggerirebbe. È una lesione vascolare benigna: un gomitolo di capillari che si moltiplicano rapidamente, coperti da una pelle sottile che si rompe con poco. Per questo in letteratura lo trovi anche come emangioma capillare lobulare, un nome meno noto ma più preciso.

Appartiene alla stessa famiglia delle formazioni che trattiamo nella pagina sulla rimozione degli angiomi, con due caratteristiche sue: cresce in fretta, nell’arco di settimane, e sanguina con estrema facilità. Un angioma rubino può restare identico per anni. Il granuloma piogenico raggiunge le sue dimensioni in poco tempo, in genere da pochi millimetri a un centimetro, poi smette di crescere ma non se ne va.

Le sedi più frequenti sono le dita, soprattutto intorno alle unghie, le labbra, il viso e le gengive. Può comparire a qualsiasi età, ma è più comune nei bambini, nei giovani adulti e in gravidanza. Spesso chi ce l’ha ricorda un piccolo trauma nello stesso punto qualche settimana prima, come una puntura, un graffio o una pellicina strappata. Altre volte non c’è una causa evidente.

Sulla gravidanza vale una precisazione. Il granuloma che compare in bocca, tipicamente sulla gengiva, è di pertinenza odontoiatrica: in quel caso il riferimento giusto è il tuo dentista. Questa pagina parla di quello che compare sulla pelle.

E una seconda precisazione, perché il sito della clinica tratta anche questo tema: i granulomi che a volte si formano dopo un filler sono un’altra cosa, per causa e per trattamento, e con il granuloma piogenico hanno in comune solo la parola.

Quando conviene toglierlo

La risposta breve è: quasi sempre, e senza aspettare troppo. Le ragioni sono tre.

La prima è pratica. Un granuloma piogenico sulla pelle difficilmente sparisce da solo, e finché resta lì continua a sanguinare. Su un dito vuol dire cerotti per settimane, macchie sui vestiti, fastidio ogni volta che usi le mani. Sul labbro o sul viso si aggiunge il disagio di averlo in vista. Non è una cosa grave, ma logora.

La seconda è che i rimedi casalinghi peggiorano le cose. Legarlo con un filo, tagliarlo, bruciarlo con un caustico o con i prodotti per le verruche porta quasi sempre allo stesso esito: la parte superficiale se ne va, la base resta, e la lesione si riforma nello stesso punto. A volte più grande, a volte con qualche piccolo granuloma satellite intorno. Una lesione che sanguina così facilmente, poi, andrebbe trattata in un ambiente in cui il sanguinamento si può fermare subito.

La terza ragione è la più importante: va distinto da lesioni che gli somigliano. Una pallina rossa, lucida e sanguinante è quasi sempre un granuloma piogenico, ma non sempre. Esistono tumori cutanei che in qualche caso si presentano in modo simile, tra cui il melanoma amelanotico: una forma di melanoma che produce poco o nessun pigmento, quindi non è scura come ci si aspetta, ma rosata o rossa. È raro, però esiste, e a occhio nudo il dubbio non si scioglie. Per questo ogni granuloma che rimuoviamo va all’esame istologico, compreso quello che sembra evidentissimo. È lo stesso criterio che applichiamo nell’asportazione dei tumori cutanei e in quella dei nei: prima di togliere si guarda, dopo aver tolto si analizza.

Come si svolge il trattamento

Si parte dalla visita. Il Dott. Hassibi osserva la lesione, ti chiede da quanto tempo c’è, com’è cresciuta, se ricordi un trauma, se sei in gravidanza o stai assumendo farmaci particolari. Sulla base di dimensioni e sede sceglie la tecnica. Nella maggior parte dei casi l’intervento si fa nella stessa giornata o in un appuntamento vicino, dura una ventina di minuti e si esegue in anestesia locale: senti la piccola puntura dell’anestetico, poi nient’altro.

Curettage ed elettrocoagulazione

È la tecnica usata più spesso sui granulomi piccoli e medi. La lesione viene asportata con una curette, uno strumento a cucchiaio con il bordo affilato, e il tessuto viene raccolto per l’esame istologico. Subito dopo la base viene trattata con l’elettrocoagulazione, che chiude i vasi da cui il granuloma si alimentava e ferma il sanguinamento.

Il passaggio che conta è proprio questo: la base. Il granuloma piogenico tende a ripresentarsi quando alla base rimane del tessuto vascolare, e il curettage fatto bene lavora esattamente lì. Non ci sono punti di sutura. Resta una piccola ferita che nei giorni successivi forma una crosticina e guarisce da sola.

Escissione chirurgica

Sulle lesioni più grandi, su quelle già recidivate dopo un trattamento precedente o in sedi dove serve un controllo preciso dei margini, il medico può scegliere un’escissione: il granuloma viene asportato per intero con il bisturi, insieme a una sottile porzione di pelle alla base, e la ferita viene chiusa con punti sottili. È la stessa tecnica ambulatoriale che usiamo per molte neoformazioni cutanee e porta con sé un vantaggio: l’istologico riceve la lesione completa.

Quale delle due ti serve, te lo diciamo in visita, con la lesione davanti.

Il risultato

Tolto il granuloma, il sanguinamento finisce. È la cosa che le persone notano per prima, e che spesso le sorprende: settimane di cerotti chiuse in venti minuti.

Nei giorni successivi la zona forma una crosticina che cade da sola, in genere entro una o due settimane. Sotto, la pelle nuova è inizialmente rosata e con il tempo si uniforma al colore circostante. Resta un segno piccolo e piatto, che su molte sedi diventa poco visibile. Dopo un’escissione resta una cicatrice lineare sottile, orientata quando possibile lungo le pieghe naturali della pelle.

Il referto istologico arriva nelle settimane successive e te lo spieghiamo al controllo. Nella grande maggioranza dei casi conferma quello che ci si aspettava. Quando non lo fa, la lesione è già stata tolta e si sa esattamente come procedere.

Una cosa va detta prima, non dopo: il granuloma piogenico può recidivare. Rimuoverlo alla base serve proprio a ridurre questo rischio, ma nessuno può azzerarlo. Se si ripresenta, di solito lo fa nelle settimane successive e nello stesso punto: si rivaluta e, se serve, si ritratta, spesso con un’escissione.

Dopo il trattamento

Il recupero è breve e non richiede nessun fermo. Puoi tornare a casa subito e riprendere la routine in giornata. La zona può essere un po’ sensibile per qualche giorno, ma in genere basta un comune analgesico, quando serve. Le indicazioni che ti diamo sono poche e semplici:

  • Tieni la medicazione asciutta e pulita per il tempo che ti indichiamo
  • Non strappare né grattare la crosticina: deve cadere da sola
  • Evita per circa una settimana sforzi e sport che sollecitano la zona trattata
  • Proteggi dal sole la pelle nuova finché non ha preso il colore circostante
  • Se compare un sanguinamento, premi con una garza pulita per una decina di minuti e chiamaci

Se è stata fatta un’escissione, i punti si tolgono dopo 7–14 giorni, prima sul viso e più tardi sulle mani o nelle zone in movimento. Il controllo successivo è incluso: è il momento in cui guardiamo com’è guarita la ferita e commentiamo insieme l’esito dell’istologico.

Perché scegliere la Nika Clinic

Togliere un granuloma piogenico è un intervento piccolo. Il valore sta in come lo si fa e in cosa succede dopo.

Il primo punto è la base. Una lesione che sanguina così tanto invita a togliere in fretta solo la parte che si vede, e la parte che si vede è proprio quella che conta meno. Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, iscritto all’Ordine dei Medici di Milano dal 2004, e tratta il granuloma come una lesione vascolare, lavorando sul punto da cui si alimenta.

Il secondo è l’istologico, sempre. Ogni lesione asportata viene inviata al laboratorio Synlab e l’esame è compreso nel prezzo. Non lo proponiamo come un extra: lo facciamo perché è l’unico modo per escludere con certezza le lesioni che somigliano a un granuloma. È lo stesso metodo che segue tutto il lavoro della clinica sulle formazioni della pelle, dalle cheratosi seborroiche agli altri interventi ambulatoriali.

Il terzo è la mano chirurgica su sedi delicate. Il bordo dell’unghia, il labbro e il viso sono zone in cui un segno di qualche millimetro in più si nota. Scegliere la tecnica giusta e chiudere la pelle con cura è il lavoro che un chirurgo plastico fa ogni giorno.

E poi c’è il modo. Ti diciamo che può ripresentarsi, ti diciamo cosa dice l’istologico, ti diciamo se una lesione in bocca è una cosa per il dentista. Senza promettere quello che nessuno può promettere.

Costi trasparenti

Il costo della rimozione di un granuloma piogenico dipende dalle dimensioni della lesione, dalla sede e dalla tecnica. Per un granuloma piccolo, trattato con curettage ed elettrocoagulazione, si parte da circa 150 €. Per lesioni più grandi o recidivate, che richiedono un’escissione chirurgica con sutura, la cifra può arrivare a circa 400 €.

La cifra esatta te la diamo dopo la visita, quando il medico ha visto la lesione e deciso come trattarla. Nel prezzo rientrano la visita specialistica, l’intervento, l’anestesia locale, l’esame istologico Synlab, la medicazione e il controllo successivo. Non ci sono voci che si aggiungono dopo. La prima visita è gratuita e senza impegno.

Se il preventivo complessivo supera i 500 €, per esempio perché ci sono più lesioni da trattare, puoi pagarlo a rate. La spesa è detraibile al 19% come spesa sanitaria: conserva la fattura per la dichiarazione dei redditi.

FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte

Cos’è il granuloma piogenico e perché si forma?

È una lesione vascolare benigna, fatta di piccoli capillari che crescono in fretta, nell’arco di poche settimane. Nonostante il nome non è un’infezione e non contiene pus. Spesso compare dopo un piccolo trauma nello stesso punto, come una puntura, un graffio o una pellicina strappata, ed è più frequente nei bambini, nei giovani adulti e in gravidanza. In molti casi però una causa precisa non si trova. Non è contagioso e non dipende dall’igiene.

Il granuloma piogenico è pericoloso?

No, è una formazione benigna e non si trasforma in un tumore. Il problema è un altro: alcune lesioni della pelle, tra cui un raro tipo di melanoma senza pigmento, possono somigliargli molto, e a occhio nudo non sempre si distinguono. Per questo va fatto vedere a un medico e, una volta rimosso, analizzato con l’esame istologico. Alla Nika Clinic l’istologico è sempre incluso nel prezzo, anche quando la diagnosi sembra evidente.

Perché il granuloma piogenico sanguina così tanto?

Perché è fatto quasi solo di vasi sanguigni appena formati, coperti da uno strato di pelle molto sottile che si rompe al minimo contatto. Basta un urto leggero, l’asciugamano o la manica di una giacca. Se sanguina, premi con decisione con una garza pulita per almeno dieci minuti senza sollevarla per controllare. Se il sanguinamento non si ferma o si ripete spesso, conviene farlo vedere presto.

Il granuloma piogenico può andare via da solo?

Sulla pelle succede di rado. Nella maggior parte dei casi la lesione raggiunge le sue dimensioni in qualche settimana e poi resta, continuando a sanguinare a ogni trauma. Fa parziale eccezione la gravidanza, in cui alcune lesioni tendono a ridursi dopo il parto: anche lì, però, se sanguina o dà fastidio si valuta con il medico. Aspettare non è rischioso in sé, ma raramente risolve il problema.

Come si toglie un granuloma piogenico?

In ambulatorio, in anestesia locale. Sulle lesioni piccole e medie si usa il curettage, cioè l’asportazione con uno strumento a cucchiaio, seguito dall’elettrocoagulazione della base, che chiude i vasi e riduce il rischio che si riformi. Sulle lesioni più grandi o già recidivate si preferisce un’escissione chirurgica con qualche punto. In tutti e due i casi il tessuto rimosso va all’esame istologico. L’intervento dura in genere 20–30 minuti.

Posso toglierlo da solo, legandolo o bruciandolo?

È meglio di no. Legarlo con un filo, tagliarlo o trattarlo con prodotti per le verruche elimina al massimo la parte superficiale, mentre la base resta e la lesione si riforma, a volte più grande. In più rischi un sanguinamento difficile da fermare e un’infezione. E senza istologico non sai con certezza cosa hai tolto. Una rimozione in ambulatorio dura venti minuti e chiude tutti questi problemi insieme.

Il granuloma piogenico può tornare dopo la rimozione?

Sì, può succedere, e va detto prima. La recidiva è legata soprattutto al tessuto vascolare che resta alla base: per questo lo rimuoviamo con curettage ed elettrocoagulazione, o con un’escissione quando serve. Così il rischio si riduce, ma nessuno può azzerarlo. Se si ripresenta, di solito accade nelle settimane successive e nello stesso punto: si rivaluta al controllo e si ritratta, spesso con un’escissione.

Resta la cicatrice dopo la rimozione di un granuloma piogenico?

Resta un segno, ma di solito è piccolo e piatto. Dopo il curettage la ferita guarisce con una crosticina e la pelle nuova, inizialmente rosata, si uniforma col tempo al colore circostante. Dopo un’escissione resta una cicatrice lineare sottile, orientata quando possibile lungo le pieghe naturali. Molto dipende dalla sede e dalle dimensioni della lesione: in visita ti diciamo cosa aspettarti nel tuo caso.

Ho un granuloma piogenico in gravidanza: cosa faccio?

Intanto non allarmarti: in gravidanza è una lesione relativamente frequente, favorita dai cambiamenti ormonali. Se compare in bocca, per esempio sulla gengiva, il riferimento giusto è il dentista. Se è sulla pelle e sanguina o dà fastidio, si valuta insieme in visita se trattarlo subito, in anestesia locale, o se aspettare il parto. La decisione dipende da dimensioni, sede e da quanto ti disturba.

Quanto costa togliere un granuloma piogenico a Milano?

Alla Nika Clinic si parte da circa 150 € per un granuloma piccolo trattato con curettage, fino a circa 400 € per lesioni più grandi che richiedono un’escissione chirurgica. Nel prezzo sono inclusi visita, intervento, anestesia locale, esame istologico Synlab, medicazione e controllo. La cifra esatta te la diamo dopo la prima visita, che è gratuita e senza impegno. La spesa è detraibile al 19%.

Prenota un consulto gratuito alla Nika Clinic

Se hai una pallina rossa che sanguina e vuoi smettere di convivere con i cerotti, parti da una visita. Il Dott. Hassibi guarda la lesione, ti spiega quale tecnica è indicata e ti dà un preventivo preciso, istologico compreso. La visita è gratuita e senza impegno.

Siamo in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, alla fermata M4 Tolstoi.

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