Un seno più pieno, che resti il tuo
C’è chi il seno lo ha sempre avuto piccolo e ha smesso di cercare un costume che stia bene. C’è chi, dopo una gravidanza o un dimagrimento, lo ritrova svuotato nella parte alta. E c’è chi ha un seno più piccolo dell’altro e lo nota a ogni vestito aderente.
In visita la richiesta è quasi sempre la stessa: più volume, senza che si veda la protesi. In molti casi si può fare, ma dipende da tre scelte (quale protesi, di che misura, messa dove) che si prendono sulle misure del tuo torace, non su una foto presa da internet.
Alla Nika Clinic di Milano la mastoplastica additiva la segue il Dott. Jafar Hassibi, chirurgo plastico, dalla prima visita all’ultimo controllo.
Cos’è la mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è l’intervento che aumenta il volume del seno inserendo una protesi dietro la ghiandola mammaria o dietro il muscolo pettorale. Riempie soprattutto il polo superiore, cioè la parte alta del seno che si vede nella scollatura, e può ridurre una piccola differenza fra i due lati.
Le protesi di oggi sono in gel di silicone coesivo, denso abbastanza da restare compatto anche se l’involucro si danneggia. Cambiano per volume, profilo (quanto sporgono), larghezza della base e forma.
Ci sono protesi rotonde, che riempiono di più la parte alta, e anatomiche, a goccia, con più volume in basso. Il Dott. Hassibi lavora con diverse marche e modelli, e quale usare si decide in visita. Come si sceglie la protesi lo spiega il Dott. Hassibi nella guida su come si ottiene un seno dalla forma naturale.
A chi è indicata, e quando la protesi da sola non basta
La mastoplastica additiva è indicata per chi ha un seno piccolo per costituzione, per chi ha perso volume dopo gravidanze, allattamento o un calo di peso, e per chi ha una differenza di volume fra i due seni. In Italia la legge (L. 86/2012) non consente le protesi mammarie a scopo estetico prima dei 18 anni.
Conviene aspettare se pianifichi una gravidanza a breve o hai appena smesso di allattare: il seno cambia ancora per mesi. Fumo, terapie come gli anticoagulanti e malattie non compensate si discutono in visita, perché possono spostare i tempi o sconsigliare l’intervento.
C’è poi un caso frequente in cui la protesi da sola non è la risposta giusta. Quando la pelle si è allungata e il capezzolo è sceso sotto il solco sotto il seno, aggiungere volume non solleva nulla: il seno diventa più grande ma resta basso. In questi casi si valuta una mastopessi, cioè il sollevamento del seno, da sola o insieme alla protesi nello stesso intervento.
Un discorso a parte vale per il seno tuberoso, una malformazione in cui la base del seno è stretta e l’areola appare sporgente. La protesi di solito serve, ma prima vanno corretti la base e l’areola: lo spieghiamo nella pagina sulla correzione del seno tuberoso.
Come si svolge l’intervento
La visita e la scelta della protesi
Alla prima visita il Dott. Hassibi ti chiede cosa vorresti cambiare e perché, poi prende le misure: larghezza della base del seno, distanza fra capezzolo e solco, spessore dei tessuti nella parte alta, elasticità della pelle. Ne esce un intervallo di protesi compatibili con il tuo corpo, e dentro quell’intervallo scegliete insieme il volume.
Prima dell’intervento servono gli esami del sangue, un elettrocardiogramma e un’ecografia mammaria o una mammografia, in base all’età. Ti diciamo quali farmaci sospendere. Il fumo rallenta la guarigione: va sospeso prima e dopo l’intervento, il più a lungo possibile, e i tempi te li indica il chirurgo.
Dove passa l’incisione
Le vie di accesso sono tre. La più usata è il solco sotto il seno, dove la cicatrice resta nella piega. Quella dall’areola segue il bordo inferiore e si confonde con il cambio di colore della pelle, ma non va bene per areole piccole. Quella dall’ascella non lascia segni sul seno, ma dà meno controllo sul posizionamento.
Dove si mette la protesi: sopra il muscolo, sotto o in dual plane
È la decisione che più di tutte determina se la protesi si vedrà o no. La regola di fondo è semplice: più tessuto hai sopra la protesi, meno si vedono i suoi bordi.
| Posizionamento | Dove sta la protesi | Quando si considera | Cosa mettere in conto |
|---|---|---|---|
| Sottoghiandolare | Sotto la ghiandola, sopra il muscolo pettorale | Tessuto mammario abbondante, che copre bene la protesi | Recupero in genere più rapido; se i tessuti sono sottili il bordo della protesi può vedersi o sentirsi al tatto |
| Sottomuscolare | Interamente sotto il muscolo pettorale | Tessuti molto sottili, poco seno di partenza | Copertura maggiore; più fastidio nei primi giorni; il seno può muoversi quando contrai il pettorale |
| Dual plane | Parte alta sotto il muscolo, parte bassa sotto la ghiandola | Molti casi intermedi | Copre il polo superiore dove i tessuti sono più sottili e lascia la protesi libera di riempire la parte bassa |
Il dual plane è un compromesso: il muscolo nasconde il bordo superiore della protesi, il punto dove si vede di più, mentre la parte bassa prende una forma più morbida sotto la ghiandola. Per questo è molto usato, ma non va bene per tutte: il posizionamento si decide in visita, con le misure davanti.
Il giorno dell’intervento
La Nika Clinic è un ambulatorio: qui si fanno le visite, le medicazioni e i controlli. L’intervento si esegue in sale operatorie di strutture sanitarie autorizzate, dove il Dott. Hassibi organizza la seduta con un’équipe completa: anestesista, eventuale secondo chirurgo e aiuti chirurgici. L’anestesia è in genere generale, in alcuni casi locale con sedazione: si decide con l’anestesista.
L’intervento dura di solito fra una e due ore. Alla fine ti viene messo un reggiseno contenitivo, che porterai giorno e notte per alcune settimane.
Il recupero, settimana per settimana
I tempi qui sotto sono indicativi: dipendono dal posizionamento (sotto il muscolo il fastidio iniziale è maggiore), dal tuo lavoro e da come rispondono i tuoi tessuti.
Giorni 1-3
È la fase più scomoda: il torace è teso e pesante, soprattutto con la protesi sotto il muscolo, e il dolore si controlla con gli antidolorifici prescritti. Dormi a pancia in su con il busto sollevato e porti sempre il reggiseno contenitivo. Niente pesi, niente braccia sopra la testa.
Giorni 4-7
Il gonfiore comincia a scendere e ti muovi con più libertà. In questi giorni si fa la prima medicazione in clinica e si controlla come stanno le ferite.
Settimane 2-3
Riprendi le attività quotidiane leggere. Se fai un lavoro d’ufficio, in genere torni al lavoro dopo 7-10 giorni; per guidare aspetta di poter girare il volante senza dolore. La sensibilità del capezzolo può essere alterata, e di solito si normalizza nei mesi successivi.
Settimane 4-6
Il fastidio è quasi passato. Ricominci con camminata veloce e aerobica leggera, poi, verso la sesta settimana e dopo il controllo, con braccia e pettorali. Chi fa un lavoro fisico o solleva pesi rientra di solito in questa fase.
Mesi 2-3 e oltre
La protesi scende nella sua posizione, il polo superiore perde l’aspetto teso dei primi tempi e il seno si ammorbidisce. Il risultato si considera stabile fra i tre e i sei mesi dall’intervento.
Risultati e rischi, detti come sono
Cosa aspettarsi e quanto dura
L’obiettivo è un seno più pieno, proporzionato al torace, dall’aspetto il più possibile naturale. Quanto ci si arriva dipende dal punto di partenza: con tessuti sottili una protesi grande si nasconde male, e per questo a volte in visita ti verrà proposto un volume più piccolo di quello che avevi in mente.
Le protesi non hanno una scadenza fissa, ma nemmeno durano per sempre: il seno intorno cambia e prima o poi può servire un nuovo intervento. Quando c’è da cambiarle, per una complicanza o perché vuoi un volume diverso, se ne occupa la sostituzione delle protesi al seno. Dopo l’intervento ricevi la documentazione con il modello, la misura e il numero di serie delle protesi, che conviene conservare.
Qui sotto alcuni casi operati dal Dott. Hassibi, pubblicati con il consenso delle persone operate. Le foto partono sfocate: le vedi solo se scegli di aprirle. Ogni risultato dipende dal punto di partenza e varia da persona a persona.
Le immagini mostrano risultati reali e potrebbero essere sensibili.
Caso 1
Caso 2
Caso 3
Caso 4: dopo 1 mese
Le complicanze possibili
Sono in gran parte poco frequenti, ma una pagina seria le deve nominare:
- ematoma o sieroma, cioè sangue o liquido raccolti intorno alla protesi
- infezione, rara, che nei casi seri può richiedere di togliere la protesi per un periodo
- contrattura capsulare: il tessuto che il corpo forma intorno alla protesi si ispessisce e il seno diventa duro
- alterazioni della sensibilità del capezzolo, per lo più temporanee
- asimmetria, protesi spostata, pieghe visibili sotto la pelle (rippling)
- rottura dell’involucro negli anni, da controllare con ecografia o risonanza
Esiste poi un linfoma raro, il BIA-ALCL, associato alle protesi mammarie e soprattutto a quelle a superficie molto testurizzata. Il rischio è basso, e se ne parla in visita prima del consenso informato.
Perché affidarti al Dott. Hassibi
Il Dott. Jafar Hassibi è specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ed è Dirigente Medico di I livello nelle Unità Operative di Chirurgia Plastica dell’Istituto Ortopedico Galeazzi e del Centro Diagnostico Italiano. Opera anche come libero professionista in strutture selezionate. Il suo percorso lo trovi nella pagina del Dott. Hassibi.
C’è poi una cosa più pratica: chi ti visita è la stessa persona che ti opera e ti rivede ai controlli. Se dopo tre settimane un seno ti sembra più alto dell’altro, ne parli con chi ha messo quelle protesi e sa com’è andato l’intervento.
E in visita ti sentirai dire anche dei no: a un volume che i tuoi tessuti non reggono, a un’operazione subito dopo l’allattamento, a una protesi quando serve prima un sollevamento.
Quanto costa la mastoplastica additiva a Milano
Il preventivo comprende, secondo il caso, la sala operatoria, l’anestesista, l’eventuale degenza, le protesi e il post-operatorio, cioè medicazioni e controlli.
A far variare la cifra sono soprattutto quanto è marcato il problema da correggere, il tipo di protesi, il tipo di anestesia e l’eventuale combinazione con una mastopessi o con il lipofilling. Per questo il preventivo si definisce dopo la visita, con te davanti, per iscritto e voce per voce.
Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito: lo prenoti dal form, su WhatsApp o con una telefonata.
FAQ – Domande frequenti e le nostre risposte
I primi tre giorni sono i più scomodi, dalla seconda settimana riprendi le attività leggere e fra la quarta e la sesta torni gradualmente allo sport. Il risultato si considera stabile fra i tre e i sei mesi.
Con un lavoro d’ufficio, in genere dopo 7-10 giorni. Se il lavoro richiede pesi, braccia alzate o sforzi fisici, servono 4-6 settimane. Ne parliamo in visita, così organizzi ferie e permessi prima di fissare la data.
Dipende da quanto tessuto hai. Sotto il muscolo la protesi è più coperta, ma il recupero è più impegnativo e il seno può muoversi quando contrai il pettorale. Sopra il muscolo serve tessuto sufficiente a nasconderla. Il dual plane sta a metà.
Nella maggior parte dei casi sì, perché la protesi si mette dietro la ghiandola e non la attraversa. L’accesso dal solco sotto il seno è quello che interferisce meno con i dotti; con l’accesso dall’areola il rischio di difficoltà è un po’ più alto. Se pensi a una gravidanza nei prossimi anni, dillo in visita.
Nelle prime settimane capita spesso: i due lati si sgonfiano e si assestano in tempi diversi. Prima di giudicare conviene aspettare almeno tre mesi. Se la differenza resta, il medico valuta se dipende dalla protesi o da un seno asimmetrico già prima dell’intervento.
No, non c’è una scadenza fissa. Si sostituiscono quando c’è un motivo: una rottura, una contrattura capsulare, un seno cambiato o il desiderio di un volume diverso. Per accorgersene in tempo servono controlli ecografici periodici.
Durante l’intervento no, grazie all’anestesia. Nei primi giorni senti tensione e dolore, più marcati con la protesi sotto il muscolo, che si controllano con gli antidolorifici. Dopo la prima settimana il fastidio cala.
Una cicatrice di pochi centimetri c’è sempre. Nel solco sotto il seno resta nella piega, coperta dal reggiseno o dal costume; sull’areola segue il bordo scuro. Nei primi mesi è rosata, poi schiarisce.
In Italia le protesi mammarie a scopo estetico non si possono impiantare prima dei 18 anni. Oltre quel limite conta che il seno abbia finito di svilupparsi e non stia per cambiare con una gravidanza o un grosso calo di peso.
Dipende da quanto è marcato il problema, dal tipo di protesi, dall’anestesia e da eventuali interventi combinati come la mastopessi. Il preventivo si fa dopo la visita, per iscritto e voce per voce. Il primo consulto con il Dott. Hassibi è gratuito.
Vuoi fissare una consulenza?
Se stai pensando a una mastoplastica additiva, il primo passo è una visita. Il Dott. Hassibi prende le misure, ti dice quale protesi e quale posizionamento sono adatti a te e se serve anche un sollevamento. Poi hai il preventivo scritto e il tempo per pensarci.
Il primo consulto è gratuito. Siamo in Via Leone Tolstoi 70 a Milano, fermata M4 Tolstoi.
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